La guerra a Belgrado, il triste passato di Djokovic: “le bombe nel cuore della notte, i pianti la paura e…”

LaPresse/Reuters

Novak Djokovic ha raccontato un particolare retroscena sul suo passato, cresciuto da ragazzino nella Belgrado devastata dalla guerra

Nonostante lo si veda sempre allegro e sorridente, anche nelle difficoltà sportive, Novak Djokovic nasconde un triste passato. Da bambino Nole è cresciuto nella Belgrado devastata dalla guerra, con le bombe NATO che costringevano lui e la sua famiglia a trovare riparo nei sotterranei della casa della zia. In un’interessante intervista a Lewis Howes, Djokovic si è raccontato con il cuore in mano:

quella sensazione di insicurezza, di non avere aiuto è terribile perché a noi, in quanto esseri umani, piace avere controllo dell’ambiente, di dove viviamo, di cosa faremo, e questo ci era stato completamente tolto. C’era una potenza maggiore che poteva fare qualunque cosa a chiunque. Sentivo le bombe ogni giorno, ovviamente eravamo spaventati e ci andavamo a riparare nei sotterranei di mia zia. Quindi praticamente ogni notte, per un paio di settimane, andavamo lì alle 2:00-3:00 di notte. Ci alzavamo, preparavamo le nostre cose, piangevamo un po’, urlavamo e uscivamo. Nel cuore della notte, quando tutto era buio”.

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