FISG: gli Stati Generali dello Sport Italiano parlano dei bilanci e dei progetti futuri

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Bilanci, discussioni e progetti al Salone d’Onore del Coni, a Roma, in occasione della due giorni organizzata per fare il punto sul movimento sportivo tricolore

Ore di bilanci, discussioni e progetti nella prima giornata degli Stati Generali dello Sport Italiano di scena al Salone d’Onore del Coni, a Roma. Un appuntamento importantissimo in cui si è dedicato ovviamente spazio anche al percorso verso gli ormai prossimi Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, in una tavola rotonda che ha ospitato pure il presidente della Fisg, Andrea Gios, e quello della Fisi, Flavio Roda, a rappresentanza delle due Federazioni che saranno presenti fra meno di tre mesi con i propri atleti in Corea del Sud. Dapprima il Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, ha sintetizzato il ruolo dell’Italia nella storia delle Olimpiadi, estive ed invernali. Focalizzandosi sulle seconde, ha evidenziato come il movimento tricolore occupi il 10° posto del medagliere complessivo delle Olimpiadi Invernali con 114 medaglie, superata soltanto da colossi come Stati Uniti, Canada e paesi del Nord Europa, con 5 medaglie medie italiane per edizione. La disciplina più vincente, nell’ambito degli sport del ghiaccio, è rappresentata dallo short track con 8 medaglie olimpiche. Negli anni poi si è fatto sempre più crescente il peso delle donne nei grandi risultati ottenuti: se infatti complessivamente sono 40 quelle femminili e 72 quelle maschili nella storia (con 2 ottenute in gare miste), nelle ultime sei edizioni olimpiche il rapporto tra i generi si è quasi parificato, con le donne che hanno colto il 45% delle medaglie complessive. Il tutto in un contesto nazionale sempre più difficile: negli ultimi 20 anni è infatti cresciuto del 26% il numero delle nazioni partecipanti a un’Olimpiade, dato accompagnato da una contrazione sensibile dei contributi economici versati dallo Stato al Coni (-45%) e da una diminuzione demografica di 4 milioni ( da 13,3 a 9,3) di persone (e potenziali atleti olimpici) nella fascia di popolazione italiana dai 20 ai 34 anni.

Queste le considerazioni a riguardo del presidente della Fisg, Andrea Gios:

la nostra Federazione conta sette discipline olimpiche, di cui cinque già qualificate a Pyeongchang e una, il curling, ancora in corsa. Ciò che stiamo compiendo in vista di queste Olimpiadi, insieme al Coni, è un autentico “miracolo italiano” nella sua accezione più stupefacente e positiva. Sebbene infatti il nostro movimento paghi un gap strutturale con molti dei competitors che ritroviamo sul ghiaccio, con nazioni che godono di risorse economiche importantissime, impianti all’avanguardia e una cultura dello sport in età scolastica assai più radicata, anche a Pyeongchang 2018 riusciremo a portare atleti con ambizioni chiare di medaglia. Come tutti sanno i nostri sport si fanno sul ghiaccio, eppure noi disponiamo in Italia soltanto di 35 piste coperte contro le 117 della Francia, le oltre 200 della Germania, le 299 della Finlandia, le 1500 degli Stati Uniti e quelle innumerevoli del Canada. Compensare le lacune del nostro sistema e riuscire a competere con colossi come Usa, Canada, Cina, Giappone o nazioni del Nord Europa – paesi socialmente ed economicamente avanzatissimi -, è possibile soltanto grazie a una profonda e proficua collaborazione con il Coni, grazie a cui selezioniamo i nostri migliori atleti secondo criteri di eccellenza e offriamo loro una struttura fondata sui centri tecnici federali, in grado di ospitarli, formarli e prepararli per 250 giorni all’anno. La parola chiave dunque è sinergia: con la Scuola dello Sport, la direzione tecnica e il dipartimento medico sportivo del Coni, con i Corpi Militari così come con altre federazioni italiane, in un connubio che stiamo estendendo con efficacia in tutte le nostre discipline. Ultimo esempio il curling, per cui abbiamo creato un progetto modello con centro federale, un selezionatore e tecnici dedicati per premiare il merito e valorizzare il talento. Le Olimpiadi, in questo scenario, rappresentano la più grande vetrina mondiale e insieme il motore economico del nostro movimento, l’evento che più di ogni altro giustifica i nostri sforzi e legittima le nostre ambizioni”.

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