Pazzesco retroscena Federer, il racconto di un’umiliazione: “un coach mi disse che non avevo talento, ecco cosa feci”

LaPresse/Reuters

Roger Federer ha svelato un particolare retroscena in merito al suo passato: da giovane un coach mise in dubbio il suo talento

Per l’unanimità c’è ancora da convincere qualcuno, ma Roger Federer può traquillamente essere descritto come il tennista più forte di sempre. Il palmares e i suoi record parlano da soli. Lo svizzero può vantare 5 Australian Open, 1 Roland Garros, 8 Wimbledon e 5 US Open, nonchè 6 vittorie alle ATP Finals, il record di titoli vinti sul cemento (65) e sull’erba (17), nonchè 95 titoli vinti. Senza contare che Roger è anche il tennista ad essere stato di più in vetta al ranking mondiale sia come totale di settimane (302), sia per il totale di settimane consecutive (237, dal 2 febbraio 2004 al 17 agosto 2008). Eppure ad inizio carriera, un coach gli disse che non aveva talento e con quelle mani, al massimo, poteva prendere un caffè. In una recente intervista Federer ha rivelato:

“mi hanno detto che piango troppo dopo una sconfitta o un vittoria. In effetti ci sono giocatori che a stento sorridono dopo un bel successo, ma c’è anche chi non smette di ridere per settimane. Io sono uno di quelli che lascia scorrere le lacrime. Succede perché ricordo quel coach che mi disse che non sarei andato da nessuna parte, e penso ai tutti i sacrifici che ho fatto. Però devo ringraziare quella persona perché, soprattutto nei primi anni di carriera, mi ha dato lo stimolo ad andare avanti. Al mio primo torneo, mi disse: ‘Al massimo, con quelle mani puoi prendere un caffè al bar. Ragazzo, non hai talento’. Mi ha fatto crescere in termini di rabbia e mi ha cambiato la personalità. Provavo dritti, rovesci… ogni tipo di colpo fino a convincermi che fossero perfetti. Volevo sfondare, ma davanti a me vedevo molti ostacoli e tante persone che non credevano in me”.



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