Ciclismo, clamorosa svolta nei Grandi Giri: ecco l’idea del nuovo presidente UCI

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David Lappartient, neo presidente UCI, svela la sua nuova idea per organizzare le grandi corse a tappe

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David Lappartient, neo Presidente UCI, ha intenzione di ridurre le tappe nei grandi giri, scendendo dalle classiche tre settimane a due e di conseguenza togliere 7 tappe. Questa è solo un’idea del neo presidente, ma già far discutere i vari organizzatori del Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna. L’uso delle tre settimane nei grandi giri serve a dare spettacolo lungo le strade e dare maggiore valorizzazione dell’evento sportivo. Una riduzione delle tappe porterebbe ad un minore entusiasmo da parte dei fans e lo spettacolo ne perderebbe la qualità. Come è noto le grandi corse a tappe sono divise in frazioni adatte ai velocisti e agli scalatori; con la riduzione dei giorni di gara, le classifiche sarebbero più distorte e i corridori potrebbero disertare alcuni grandi appuntamenti.

Il direttore del Giro d’Italia ha analizzato nel dettaglio questa eventuale riduzione delle tappe: “è un opzione, ma bisogna analizzarla bene e valutare sia i motivi a favore sia quelli negativi. Non sono né contrario né favorevole, ma se questa modifica sarà attuata, dovrà essere applicata in tutti e tre grandi giri – ha dichiarato Mauro Vegni come riportato da Cyclingnews.com -. Sono disponibile a parlare anche se la riduzione delle tappe significherebbe una settimana in meno di corsa trasmessa in televisione”. 

Mauro Vegni vuole vedere bene la questione e vuole evitare che campioni come Chris Froome o Vincenzo Nibali possano saltare il Giro d’Italia per un’altra corsa. Il direttore della corsa in rosa ha confrontato la grande corsa italiana con la Vuelta di Spagna e il Tour de France: “alla Grande Boucle credo che Chris Froome abbia ucciso la corsa, mentre nella corsa spagnola si sono persi alcuni aspetti molto importanti – ha concluso -. Noi lavoriamo per dare spettacolo e non ritengo che sia giusto togliere tappe ai velocisti”. 

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