Belotti e il sogno infranto: “Mondiale, che delusioni. Milan? Vi svelo la sorpresa che mi ha fatto Sheva”

Andrea Belotti (3) Andrea Belotti (3) LaPresse/Fabio Ferrari

Il Gallo Belotti non nasconde tutta la sua amarezza per il Mondiale non raggiunto con l’Italia, poi svela la sorpresa di Shevchenko”

Andrea Belotti (3)

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Sognava il primo Mondiale da calciatore. Non è andata così e per Andrea Belotti, così come per tutti gli italiani, è una grande delusione. E’ tempo di voltare pagina e il “Gallo”, in un’intervista al Corriere della Sera, detta la ricetta per ripartire. “Bisogna restare tutti uniti, Federazione, staff tecnico, giocatori: e’ sempre stata questa la grande forza dell’Italia”. Tanti i candidati per il dopo Ventura, da Ancelotti a Ranieri: “non faccio nomi, non spetta a me. Ripeto solo che l’unità è sempre stata la nostra forza. Cosa mi ha detto Ventura dopo la Svezia? Parole che non intendo divulgare, ma non dimentico. Importanti e piene di sensibilita’. Dopo la partita eravamo tutti tristissimi, gli italiani lo erano. Io ho scaricato l’amarezza subito, ho visto altri piangere negli spogliatoi, altri ancora lo avranno fatto una volta tornati a casa”. Niente Mondiali, ma c’e’ il Torino da portare su.

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“Vogliamo la qualificazione alla prossima Europa League, poi, nel tempo, magari arriverà anche qualcosa di più. Io mi nutro di sogni, non mi accontento”. Con Mihajlovic ha “un rapporto straordinario, è il primo che crede in noi e ci trasmette ogni giorno fiducia”, mentre per i 100 milioni di clausola non c’è “nessuna pressione in più, così come il ritorno al gol “non è un’ossessione. Il piu’ bello? Contro il Sassuolo quest’anno”. Il suo campione preferito e’ sempre stato Shevchenko. “Per il mio compleanno mi hanno regalato un suo videomessaggio d’auguri: è stata una sorpresa meravigliosa, vederlo allo stadio del Grande Torino sarebbe un altro bel regalo. Milan-Torino? Sarà dura, quando giochi a San Siro lo è sempre. Il Milan ha acquistato giocatori importanti e quando ci sono tanti nuovi arrivi l’allenatore ha bisogno di tempo per far crescere il gioco della squadra“. (ITALPRESS).

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