Andrè Silva brilla e piega l’Austria Vienna, ma per Montella non è lui il titolare: la follia che rischia di bruciare il più grande talento del Milan

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Il Milan supera l’Austria Vienna grazie ad uno straordinario Andrè Silva autore di una doppietta: cosa deve fare il portoghese per essere titolare?

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Capello ingellato, look da far girare la testa a tutte le tifose (anche avversarie) e con un cartellino costato quasi 40 milioni di €. Andrè Silva è arrivato con un certo di scetticismo a Milano, prelevato con un po’ di perplessità dalla cara bottega del Porto. Un giovanotto di 22 anni, neanche poi così pochi per un calcio che si fa sempre più young, dal costo senza dubbio elevato ma che ha già assaggiato grandi palcoscenici con i Dragoes tanto in Europa quanto nel massimo campionato portoghese, ma che nel Milan ‘deve adattarsi’. Con questa scusa il più grande talento, per distacco, dell’intera squadra rossonera è stato relegato in panchina, al ruolo di seconda o addirittura terza punta alle spalle di Kalinic e Cutrone. Che sia il pupillo di Cristiano Ronaldo, che gli ha addirittura affidato le chiavi del Portogallo dopo il suo ritiro, a Montella interessa poco. “Il calcio italiano è diverso“. “I giovani rischiano di bruciarsi troppo presto“. “Le difese in Italia non sono come quelle del Portogallo“. In Serie A solo scampoli di partite per il talento portoghese ‘declassato’ al ruolo di attaccante di coppa. Un mestiere con il quale ha per altro un certo feeling visti i 4 gol in 8 partite giocate in Champions League in carriera. Andamento confermato dai 6 gol in 5 presenze in Europa League. Autentico trascinatore dei rossoneri anche nella sfida di questa sera contro l’Austria Vienna (5-1 il risultati finale). Due gol differenti ma che ne esaltano la completezza di un repertorio che va rifinito smussato, da lucente diamante grezzo qual è: il primo arrivato di rapina, correggendo in rete un calcio di punizione; il secondo con mestiere e talento, controllo in area, e girata da grande attaccante.

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Potenzialmente è davvero un attaccante completo: ha fisico, velocità, tecnica, un buon tiro da fuori e la malizia dell’attaccante che vuole essere decisivo. Per Montella però non è ancora il titolare, in Serie A serve (?) Kalinic, apparso fin qui l’ombra dell’attaccante ammirato a Firenze. Serve un inserimento graduale, concetto sconosciuto per i vari Mbappè, Gabriel Jesus, Martial, Asensio o altri coetanei (o giù di lì) di Andrè Silva. Un’attesa che rischia di far appassire il talento del giocatore più forte che il Milan abbia in rosa, un talento sotto gli occhi di tutti, meno che di Montella…

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