Scandalo nella ginnastica artistica, Tatiana Gutsu denuncia lo stupro subito da Vitaly Scherbo: “un mostro”

Tatiana Gutsu denuncia lo stupro subito 26 anni fa da Vitaly Scherbo, plurimedagliato atleta della ginnastica artistica: ecco cosa successe secondo la ginnasta all’epoca dei fatti

Scandalo nella ginnastica artistica, Tatiana Gutsu denuncia lo stupro subito da Vitaly Scherbo –  Il clamore che in questi giorni sta sconvolgendo Hollywood contro il regista accusato di molestie sessuali a scapito di attrici e modelle, Harvey Weinstein, ha scoperchiato un vaso di Pandora da brividi. Sarà una coincidenza ma ora, alla luce di quanto successo su uno dei palcoscenici più celebri del globo, le donne di tutto il mondo sembrano più forti e pronte alla denuncia come mai lo erano state. Anche nella ginnastica artistica un’atleta ha deciso di denunciare quanto successole quando aveva appena 15 anni. Tatiana Gutsu, ginnasta ucraina con cittadinanza americana, ha parlato dello stupro che 26 anni fa subì dal compagno di squadra (anche lui ucraino divenuto americano), Vitaly Scherbo. 

Scandalo nella ginnastica artistica, Tatiana Gutsu denuncia lo stupro subito da Vitaly Scherbo – Tatiana Gutsu denuncia sfogandosi con parole dure.  “Un mostro che mi ha imprigionata nella paura per tanti anni – ha scritto la Gutsu -. So che ora cercherà di difendersi. Ma i miei dettagli sono molto più forti delle sue parole. Ora sono forte”. Sia la presunta vittima di questa violenza che l’atleta ‘carnefice’ della storia raccapricciante sono stati sportivi vincitori di ori e trofei importanti. Proprio per questo il retroscena dietro le vittorie e le conquiste sportive appare ancora più spaventoso. Le parole di Tatiana Gutsu non sono riferite solo a Vitaly Scherbo, ma anche ai compagni che all’epoca fecero finta di nulla.  “Tatyana Toropova pensavo fosse una mia amica, – ammette la vittima della storia – grazie per non essere stata coraggiosa per me, ora alzati e combatti con me per i diritti delle donne. Eri là, hai sentito tutto e non ti sei mai alzata a proteggermi”.

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