Scandalo molestie sessuali a Hollywood, mentre Weinstein è alla gogna mediatica negli USA, l’Italia attacca Asia Argento: com’è possibile giustificare uno stupro?!

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Mentre gli USA mettono alla gogna mediatica Harvey Weinstein, famoso produttore hollywoodiano, accusato di molestie sessuali, il perbenismo italiano se la prende con Asia Argento, una delle vittime

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Negli ultimi giorni, la tranquillità del patinato mondo di Hollywood è stata scossa da un incredibile scandalo. Il produttore Harvey Weinstein, uno di più famosi ed influenti dell’intero cinema americano è stato denunciato per molestie sessuali di confronti dia ttrici e assisteti. Il New York Times ha riportato alla luce diverse dichiarazioni che hanno costretto Weinstein non solo ad ammettere le sue colpe, ma anche a scusarsi con le dirette interessate. Fra le testimonianze più famose spiccano quella di Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie.

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La prima, nel 1996 aveva ottenuto un ruolo da protagonista in “Emma“, scelta da Weinstein che la vonvocò in una suite di un hotel per parlare di lavoro, per poi metterle le mani addosso. “Ero una ragazzina, avevo firmato, ero pietrificata. Questo modo di trattare le donne finisce qui“, ha raccontato Paltrow al New York Times rendendo pubbliche le molestie subite.

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Angelina Jolie invece si ritrovò in una situazione simile quando, nel 1998 durante la distribuzione del film “Scherzi del cuore”, rifiutò delle avances di Weinstein in una stanza d’albergo: “ho avuto una brutta esperienza con Harvey Weinstein in gioventù e, come risultato, ho scelto di non lavorare più con lui, mettendo in guardia le altre quando lo facevano. Questo comportamento verso le donne in qualsiasi campo, in qualsiasi Paese è inaccettabile“.

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Negli USA il caso ha generato grande indignazione e una forte condanna da parte dell’opinione pubblica e dello stesso mondo di Hollywood. Weinstein è stato licenziato dalla Weinstein Company, gli studios da lui stesso fondati e resi i più celebri del grande schermo a stelle e strisce, costretti a far fuori il produttore perchè travolti da uno scandalo che rischia di distruggere per sempre la loro reputazione.

Negli ultimi giorni, sono emersi altri nomi di attrici che, in gioventù, sono cadute fra le grinfie di Harvey Weinstein. Il New Yorker ha reso pubblica la storia di Asia Argento, attrice e regista italiana che ha deciso di confessare la sua terribile esperienza. Nell’intervista rilasciata a Ronan Farrow, Asia Argento ha raccontato che all’epoca dei fatti aveva solo 21 anni e interpretava il ruolo di Beatrice, nel film B. Monkey – Una donna da Salvare. Stando a quanto riportato da Farrow, Argento è stata invitata ad un party della Miramax (casa di produzione che si occupava di distribuire il film) all’hotel di Cap-Eden-Roc, in Costa Azzurra. Arrivata sul posto però, Asia ha scoperto la verità: non c’era nessun party, ma solo Winstein in accappatoio che le chiese di ‘fargli un massaggio‘.

Da quel momento è iniziato l’incubo. Questi sono stati anni di orribili per Asia, costretta a convivere con il ricordo di una violenza subita, mista al senso di colpa per non aver reagito o denunciato il tutto. “Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. E’ stato un trauma orribile – ha raccontato l’attrice al New Yorker – So che ha distrutto molte persone prima. Questo è il motivo per cui questa storia, nel mio caso sono 20 anni, alcune sono precendenti, non è mai venuta fuori“.

Un’esperienza terribile, ma che in Italia ha avuto un’eco diversa. Venuta fuori la notizia, sono stanti in tantissimi sui social a condannare… la vittima! Asia Argento è stata fatta oggetto di frasi e messaggi irripetibili, scritti tanto da uomini quanto da donne, che criticandone la ‘mancata denuncia in giovane età‘ si sono sentiti in diritto di condannare l’attrice italiana con i peggiori aggettivi, descrivendola pronta a barattare il suo corpo e la sua dignità pur di fare carriera.

Al di là dei leoni da tastiera e dalla possibilità di esprimere la propria opinione, amplificata all’estremo dai social, quel che fa davvero ribrezzo è come in Italia, nel 2017, ancora una volta si faccia di tutto per difendere uno stupro. La stessa Asia si è sfogata sui social scrivendo “solo in Italia vengo considerata colpevole del mio stupro perché non ne parlai quando avevo 21 anni ed ero terrorizzata. Sono delusa, triste“. Ed ha ragione.

Negli USA nessuno ha dato della “troia” a Gwineth Paltrow o ad Angelina Jolie, perchè non hanno denunciato per tempo l’accaduto. In America la condanna è stata univoca e forte, chi ha denunciato è stata etichettata come ‘eroina‘. In Italia le donne invece gli stupri “se li cercano“, perchè trasgressive nel modo di vestire, nel look e negli atteggiamenti. Perchè impaurite nel denunciare, quando è invece l’opinione pubblica la prima a non tutelarle, ma a guardarle come colpevoli. A volte addirittura essere stuprate, in una concezione tutta italiana, equivale a fare carriera. In Italia Weinstein sarebbe un personaggio da imitare, per qualcuno forse anche da conoscere a tutti i costi… pur di diventare famoso/a.

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