Pronostici NBA 2017-2018 – Ricomincia la regular season: ecco la stagione delle 30 franchigie secondo l’analisi di SportFair

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Pronostici NBA 2017-2018: chi vincerà l’anello? Chi saranno le due squadre a dominare le Conference? Quali le sorprese e i fallimenti? Ecco l’analisi di SportFair

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Pronostici NBA 2017-2018: si ricomincia! – Dopo un’estate passata a guardare i migliori talenti europei nella kermesse di EuroBasket 2017, manca ormai pochissimo per l’inizio della regular season NBA. Si riparte dalla caccia a Golden State, o forse sarebbe meglio dire dalla caccia ‘DI’ Golden State al back to back. I Warriors hanno puntellato la rosa, mantenendo intatto il quintetto titolare  e la second unit: chiaro l’intento di firmare il bis della scorsa stagione.

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Nelle Finals probabilmente sarà ancora scontro con i Cavs di LeBron James che, al netto della perdita di Irving, hanno guadagnato diversi innesti di tutto rispetto, aprendo anche a nuove soluzioni tattiche (ipotesi small ball) per mettere in difficoltà Durant e compagni.

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Pronostici NBA 2017-2018: si ricomincia! – E le altre? Quest’anno le due Conference giocheranno un ruolo davvero decisivo per quanto riguarda l’arrivo alla postseason. Ad Est il cammino appare nettamente più facile, con i Cavs che potranno giocare con il freno a mano tirato, e con la rinnovata second unit possono anche permetterselo, per tutta la seconda metà di stagione. Per la postseason solo Boston appare un’avversaria scomoda, ma LeBron fa sempre e comunque la differenza.

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Ad Ovest invece il tasso tecnico è aumentato a dismisura. Se i Warriors appaiono ancora qualche spanna sopra le altre, gli arrivi di Melo e PG a OKC, quello di Chris Paul ai Rockets, i soliti Spurs, i giovani Timberwolves e le due losangeline costringeranno i campioni in carica agli straordinari. Anche la postseason non sarà di certo semplice per Golden State che si ritroverà sicuramente almeno due grandi squadre prima delle Finals.

Noi di SportFair abbiamo provato ad analizzare le 30 franchigie NBA, cercando di pronosticare quella che sarà la loro stagione. E chi lo sa, magari qualcuna riusciremo pure ad indovinarla!

PRONOSTICI NBA 2017-2018: EASTERN CONFERENCE

Pronostici NBA 2017-2018: ATLANTIC DIVISION

Credits: Instagram @kyrieirving

1) Boston Celtics – Dopo aver vinto la Western Conference lo scorso anno, dai Celtics ci si aspetta lo step successivo: diventare una seria contender. Danny Ainge ha cambiato il volto della squadra sfruttando i vari assets a sua disposizione: si è assicurato Hayward dalla free agency e ha strappato Irving ai Cavs, i primi mattoncini per una squadra che ha l’obiettivo di tornare grande. L’addio di Thomas pesa meno di quelli di Bradley e Crowder, vere e proprie colonne difensive della squadra. Playoff assicurati, per battere LeBron ci vorrà ancora tempo, o il suo ritiro…

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2) Toronto Raptors – Altra stagione su di giri in canada con la coppia Lowry e DeRozan capace di giocarsela con chiunque. Ibaka e Valanciunas daranno una valida mano, ma per giocare una post season ambiziosa serve una panchina di spessore. Il problema? I quattro sopracitati, per quanto talentuosi, occupano da soli tutto il cap!

3) Philadelphia 76ers – Embiid rifirmato a cifre astronomiche, Simmons finalmente sul parquet dopo aver perso un anno per infortunio, Saric chiamato alla consacrazione e il rookie draftato con la first pick, Markelle Fultz: 4 giovani stelle che, insieme a J.J Reddick (che non fa mai male), hanno fatto schizzare l’hype per la stagione dei Sixers alle stelle. Le potenzialità ci sono, il talento e l’ambizione pure, quindi “Start The Process“, dopo essersi assicurati che tutti siano integri fisicamente, premerere il bottone: Philadelphia rinascerà quest’anno… o almeno si spera!

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4) New York Knicks L’addio di Carmelo Anthony dà il via alla rivoluzione in casa Knicks che hanno lasciato andare anche Derrick Rose, dopo quella che è stata una buona stagione, ma sono ancora ostaggio di Noah. Il francese non dovrebbe neanche essere il centro titolare, con Kanter appena scambiato da OKC che partirà in quintetto e un Hernangomez subito dietro da non bruciare. Attacco, squadra, città in mano a Porzingis. Interessante il rookie Ntilikina, così come Michael Beasley che in quanto a talento si è paragonato a LeBron e Durant. Quella del tanking è la strada migliore, non fate pazzie!

5) Brooklyn NetsDopo qualche anno di strategie poco chiare e una gestione pessima, i Nets hanno forse posto le basi per il futuro. Via Brook Lopez e dentro D’Angelo Russell, designato ad essere uomo franchigia. Interessante l’arrivo di Crabbe, da valutare l’integrità fisica di Mozgov. Confermato Jeremy Lin. Con una pick alta al prossimo Draft i Nets potrebbero dare un colpo di spugna agli ultimi anni amari e crescere.

Pronostici NBA 2017-2018: CENTRAL DIVISION

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1) Cleveland Cavaliers – Kyrie Irving ha lasciato la corte di Re LeBron, ma quello che sarebbe dovuto essere il colpo del ko per i Cavs ha regalato: Thomas, Crodwer, Zizic, Wade, Rose, Osam e Calderon. La panchina dei Cavs è finalmente migliorata in quanto a profondità e talento. L’arrivo di Crowder, ottimo difensore, ha quasi messo in secondo piano quello di Thomas (ko forse fino a gennaio) almeno fin quando non rientrerà e metterà 30 punti a partita. Spot di guardia conteso fra Wade e J.R. Smith (che da sesto uomo può cambiare le partite). Occhio a Love da 5 che sdogana uno small ball da contrapporre a quello dei Warriors. Finals prenotate. Se poi Rose torna Rose…

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2) Milwaukee Bucks Un roster giovane e talentuoso che gira intorno al dio greco, Giannis Antetokounmpo. La stella dei Bucks è lui, che sia playmaker o ala, il suo talento che cresce esponenzialmente stagione dopo stagione guiderà i Bucks alla postseason. Middleton recuperto ma Jabari Parker ko fino a gennaio: la presenza di entrambi è essenziale per capire quanto valgono realmente i ‘Cervi’. Il ROY della passata stagione, Brogdon, chiamato alla riconferma.

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3) Detroit PistonsUna squadra sospesa a metà fra la crescita che porta a qualcosa in più di un posto in postseason e la mediocrità di una stagione senza infamia e senza lode. La sua stella, a corrente alternata, risponde al nome di Drummond. Il centro dei Pistons può spostare gli equilibri offensivi di una squadra che l’anno scorso è stata il quart’ultimo attacco della Lega. Complicata la situazione da dietro l’arco. La difesa invece è il vero punto forte e l’arrivo Bradley, vero colpaccio in termini di abnegazione e mentalità, la migliora ancora di più. Marjanovic in formato europeo è apparso devastante, deve esserlo anche in NBA. Stanley Johnson chiamato all’esplosione. Playoff? Si, ma per mancanza di vere alternative.

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4) Indiana PacersCeduto Paul George, ad Indianapolis la vera attrazione è diventata la F1. Toccherà a Miles Turner riportare in auge il basket NBA, visti i limiti legati all’età e alla maturazione, non sarà questo l’anno. L’assenza di PG è un dramma: in cambio è arrivato poco o nulla, nemmeno materiale futuribile; la squadra ha perso potenziale offensivo, colpa anche dell’addio di Teague; manca un leader, scordatevi che Oladipo possa diventarlo; soprattutto i Pacers non hanno più la buona difesa che li ha caratterizzati la scorsa stagione. Sono una squadra sospesa nel limbo: troppo poco talento per puntare ai Playoff ma troppo forti per una scelta alta al Draft. Una domanda: quando si corre il GP?

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5) Chicago Bulls – Via in un solo colpo Rajon Rondo, Wade e soprattutto Jimmy Butler. Con l’addio della stella principale la parola d’ordine è rebuilding. Dentro Dunn, Lavine e il rookie Markannen, ammirato con la Finlandia all’Europeo. La squadra ripartirà da loro, chiamati questa stagione a forgiarsi il carattere fra tante batoste ed una serie importante di sconfitte che porterà ad una scelta alta al Draft 2018. Problematica la situazione difensiva: oltre Lopez, Dunn e Felicio chi difende?

SOUTHEAST DIVISION

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1) Washington Wizards – La coppia Beal-Wall trascinerà Washington senza problemi ai Playoff, nella postseason però si vedranno tutti i limiti di una squadra che ha solo in Otto Porter (e nella sua crescita), l’unica pedina importante per affiancare i due sopracitati. Per diventare una seria contender serve una profondità di rosa migliore in termini di qualità.

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2) Charlotte Hornets Kemba Walker è la stella che insieme a Batum e Kidd-Gilrchrist (integri) graviteranno intorno a Dwight Howard. ‘Superman’ è un’incognita in grado di spostare gli equilibri. Lo scorso anno ha lavorato tanto sul tiro, sua grande pecca in fase realizzativa, ma Atlanta se ne è liberata ugualmente. La squadra non puà mancare i Playoff, con Howard in forma potrebbero togliersi grandi soddisfazioni. Da tenere d’occhio il rookie Malik Monk.

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3) Miami Heat Dopo l’inaspettata annata da urlo dello scorso anno, la parola d’ordine è riconfermarsi. Le due stelle della squadra sono ancora Whiteside e Dragic e dal loro asse dipenderà la stagione. Il primo dovrà crescere sia caratterialmente che cestisticamente e diventare uno dei migliori lunghi della Lega. A Dragic basta ripetere quanto fatto vedere al recente Europeo chiuso da campione e MVP. Wislow e Richardson sono i talenti chiamati ad esplodere definitivamente. Adebayo il rookie dai mezzi fisici importanti. Coach Spoelstra la vera arma in più.

Credits: Instagram @Floaternews

4) Atlanta Hawks – Stagione di alti e bassi quella che aspetta Atlanta. L’addio di Millsap toglie pericolosità offensiva, l’aver perso Howard con tutti i pro e i contro del caso è pur sempre una perdita importante. Schroder chiamato a diventare il volto della franchigia. Belinelli darà una buona mano da dietro l’arco. Annata senza infamia e senza lode, una scelta discreta al Draft però aiuterebbe…

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5) Orlando Magic – Gli arrivi di Simmons, Speights e Afflalo non migliorano il roster di una squadra che l’anno scorso ha fatto davvero fatica. Quest’anno non sarà da meno. Quella che sta per iniziare sarà una stagione devota al tanking che vedrà in Aaron Gordon e le sue schiacciate l’unica fonte di divertimento. I capelli di Payton osservati speciali.

Pronostici NBA 2017-2018: WESTERN CONFERENCE

SOUTHWEST DIVISION

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1) San Antonio Spurs Assegnare la 1ª piazza della Southwest Division è un dramma. Nei dibattiti aventi come argomento chi sia più forte fra Spurs e Rockets inizieranno guerre, finiranno amicizie e qualcuno potrà anche farsi male. Noi scegliamo gli Spurs. Decisione forse impopolare, ma ci fidiamo di coach Popovich, una garanzia in termini di mentalità vincente: se volete una squadra quadrata, capace di applicarsi in difesa e vincere l’avete trovata. Parker salterà i primi match per infortunio (c’è Mills, niente paura), Ginobili è alla sua ultima stagione (di nuovo, forse lo sarà anche l’anno prossimo!). Aldridge dovrà metabolizzare in fretta gli schemi di Pop e togliersi quel muso lungo. Kawhi Leonard deve puntare al titolo MVP. Rudy Gay nelle rotazioni è un tassello da non sottovalutare, così come Gasol quando si ricorda di ‘allacciarsi le scarpe’.

2) Houston RocketsNon vogliamo far la figura degli ipocriti, ma se la logica ci dice Spurs, la fantasia sceglie i Rockets. James Harden e Chris Paul segneranno un numeo indecifrabile di canestri, accompagnati da una squadra di tiratori niente male a supporto, con Eric Gordon come emblema. Al centro Nenè e Capela formano una discreta coppia, con il secondo chiamato al salto di qualità. Senza Beverly la fase difensiva scricchiola ma tanto, se sei candidata ad essere la squadra che segnerà più punti di tutti, già dalla postseason, basta fare un punto in più degli avversari no?

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3) New Orleans Pelicans Le ‘Twin Towers’, Cousins e Davis, la miglior coppia di lunghi della Lega opposta allo small ball generale. Una tattica controcorrente che se ben oliata con assist e punti dalla regia firmata Rondo-Holiday potrebbe però regalare la soddisfazione dei playoff. Poi basta, non esageriamo: è già tanto se Cousins non verrà arrestato per ‘eccesso di falli tecnici‘ e Davis riesca ad arrivare integro a fine stagione. Per diventare una squadra solida serve ancora qualche tassello in più.

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4) Dallas Mavericks Con la stagione imminente, Nowtzki firma 20 anni in NBA, tutti giocati a Dallas. Quella che si presenta come l’ultima stagione (o forse no!) di ‘Wunderdirk’ non parte con il favore dei pronostici per i Mavericks. Il talento non manca, intendiamoci non parliamo di Kevin Durant, ma Barnes, Noel e Seth Curry sono dei validi giocatori, sarà comunque Nowitzki a spostare l’ago della bilancia con il suo talento, nonostante un fisiologico calo di prestazioni. Ripartire da una buona scelta al Draft e l’addio di Nowitzki, con relativo spazio salariale liberato non sarebbe poi una cattiva idea, in barba ai sentimentalismi. Occhio al rookie Smith JR, qualcuno lo dà già ROY!

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5) Memphis Grizzlies I Grizzlies sono stati la sorpresa della scorsa stagione. La franchigia di memphis ha giocato un’annata incredibile e quest’anno le tocca ripetersi. Impresa difficile. Tutto dipenderà da Marc Gasol, perno della squadra in quanto a leadership e talento. Conley gli sarà molto d’aiuto, più degli arrivi di Evans e Mclemore che non spostano gli equilibri. Randolph è volato a Sacramneto. Avere Chandler Parson integro darebbe una buona mano.

NORTHWEST DIVISION

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1) Oklahoma City Thunder – Quest’anno Russell Westbrook non è più solo: ad OKC sono arrivati Carmelo Anthony e Paul George, praticamente in cambio di ‘nulla’ (Kanter e Oladipo le perdite più ‘dolorose’). Il tridente è incredibile sulla carta, con Adams chiamato a difendere. Il vero problema è che forse un pallone solo non basterà per tre solisti, abituati ad avere sempre la sfera fra le mani e finalizzare per conto proprio. Se dovessero fare gioco di squadra sarebbero devastanti. PG aumenta la difesa perimetrale della squadra. Manca la second unit.

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2) Minnesota Timberwolves – A Minneapolis i Playoff mancano dal 2004. Questo è l’anno buono per raggiungerli di nuovo. Dal mercato sono arrivati Teague, Crawford e soprattutto Jimmy Butler in uscita dai Bulls. Acquisti che si uniscono a Wiggins e Towns, mica male! Coach Thibodeau è un maestro della fase difensiva. I Timberwolves sono pronti ad ululare anche nella postseason!

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3) Portland Trail Blazers La terza piazza va a Portland, trascinata come sempre da Lillard e McCollum. La coppia dei Blazers avrà Nurkic in più a dare una grossa mano, specie se in forma come apparso nelle prime uscite in preseason. Per diventare una franchigia che poss ambire a giocare una buona postseason serve più talento e profondità in panchina. Lillard ha detto che non andrà mai in un superteam per vincere l’anello: se l’andazzo a Portland però resterà questo, rischia di finire la carriera a mani vuote.

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4) Denver Nuggets L’addio di Gallinari pesa, ma l’aggiunta di Millsap è un ottimo colpo dalla free agency. Jokic è chiamato alla consacrazione e ha tutte le carte in regola per alzare la cornetta e rispondere presente. Da Murray, Harris e Mudiay ci si aspetta una crescita importante. Squadra condannata all’equilibrio perfetto che impedisce la postseason e non regala una delle prime scelte al Draft.

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5) Utah Jazz –  Una delle grandi sorprese della passata stagione quest’anno potrebbe fare grande fatica a ripetersi. I Jazz l’anno scorso non avevano chissà quale talento, ma erano un gruppo compatto e ben allenato. E lo sono ancora. Si farà sentire però l’assenza di Hayward. Gobert è chiamato a caricarsi la squadra sulle spalle e far fruttare al massimo l’asse con Rubio. Diaw è tornato in Francia. Squadra onesta, forse un po’ troppo onesta per la postseason ad Ovest.

PACIFIC DIVISION

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1) Golden State Warriors – I campioni in carica sono i favoriti per la prossima stagione. Il back to back passerà dal solito small ball, estremizzato dal talento dei vari Durant, Curry, Thompson, Green e chi più ne ha più ne metta. Young e Casspi si aggiungono ad una panchina che già poteva contare su Iguodala e Livingston. Pachulia farà la solita collezione di scalpi. Proviamo a trovare una ragione per la quale potranno fallire il bis? Tante squadre ad Ovest sono migliorate, dovranno soffrire di più e se gli incastri della postseason giocheranno un brutto scherzo, potrebbero ritrovarsi almeno 2 grandi team prima delle Finals. E dall’altra parte c’è sempre LeBron…

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2) Los Angeles Clippers L’addio di Chris Paul doveva essere una mazzata per i Clippers, ma così non è stato. Teodosic ha già fatto innamorare i tifosi di Los Angeles in preseason e, salvo un difficile ambientamento in NBA, potrà dire la sua. DeAndre Jordan già gongola. Beverley è pronto ad alternarsi fra lo spot di guardia (con Williams e Thornwell) e quello di playmaker, apportando la sua solita solidità difensiva. Blake Griffin uomo franchigia. Gallinari finalmente in una squadra adatta al suo valore, adesso è ora di dimostrarlo.

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3) Los Angeles Lakers Una franchigia da tenere d’occhio e sulla quale le aspettative sono davvero importanti. Merito o demerito, dipende dai punti di vista, delle dichiarazioni roventi di LaVar Ball che con la squadra non c’entra nulla, ma che è pur sempre il padre di Lonzo Ball, il rookie più chiacchierato dell’anno. Il neo play dei Lakers è quasi obbligato a diventare il ROY, visto l’hype creatosi nei suoi confronti. Attenzione a Kuzma ‘l’altro rookie’ che ha giocato una preseason di alto livello, passando quasi in sordina. Ingram sarà il finalizzatore della squadra, mentre Randle sarà chiamato a far capire di che pasta è fatto. Bogut e Lopez portano esperienza al centro, ma non sono due leader. Clarkson e Larry Nance JR o dimostreranno di essere maturi oppure sarà addio.

Credits: Instagram @swipathefox

4) Sacramento Kings – I Kings sono un dilemma. Hanno un discreto mix di giovani e vecchi, ma l’aver perso Cousins ha tolto l’unica vera certezza, nel bene e nel male, ai ragazzi di Sacramento. La sua eredità in termini di leadership e talento dovrà prendersela, col tempo, il giovane De’Aron Fox, rookie che si alternerà nello spot di playmaker o guardia a seconda dell’utilizzo di Hield. Da valutare l’impatto di Bogdanovic in NBA: dovesse giocare come in Europa i Kings diventerebbero di colpo… interessanti. Randolph già arrestato pre droga continua la tradizione dei bad boys.

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5) Phoenix Suns – Per i Phoenix Suns sarà un’altra stagione di alti (pochi) e bassi (tanti). Il talento ci sarebbe pure, ma è mal assortito. Booker ha grande potenziale (i 70 punti ai Celtics ce li ricordiamo ancora tutti) ma è incostante. Bledsoe appare sempre sul punto di essere scambiato, e non è detto che non cambi casacca a stagione in corso, e non sembra aver mai trovato la giusta chimica con Booker. Knight è ko per la rottura dei legamenti del ginocchio destro. Interessante il rookie Josh Jackson, specie per la sua fase difensiva. Scambiare Bledsoe per ‘aggiustare la squadra’ (ci avevano provato addirittura per Irving!) e puntare ad un altra scelta al Draft potrebbe essere l’inizio di un progetto interessante.

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