MotoGp – Dovizioso per il titolo, la parola al ‘nemico’ Locatelli: ”Andrea è il pilota di tutti, quando vince lui io godo”

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Roberto Locatelli, la rivalità con Andrea Dovizioso e la goduria nel vederlo vincere

Tutto pronto per un nuovo appassionante appuntamento con la MotoGp. I campioni delle due ruote si sono spostati dal Giappone all’Australia per la seconda sfida del trittico asiatico. La lotta per il titolo Mondiale tra Marquez e Dovizioso si fa sempre più acceso dopo la vittoria del ducastica a Motegi.

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In tantissimi fanno il tifo per il pilota forlivese, anche chi, anni fa, fu battuto proprio da lui, come Roberto Locatelli, ‘nemico’ del Dovi: “quando vince il Dovi sono l’uomo più felice della terra. Ducati, Dovizioso e Dall’Igna: e io godo. Andrea è il pilota di tutti. E’ un campione, è un fuoriclasse, ma è anche quello che si avvicina di più alla gente normale. Quando vince lui, vedi le bandiere con altri numeri sventolare, anche se quei numeri non sono il suo. In un mondo pieno di guerre quelli come il Dovi mettono la pace. Sono sempre stato contento di essere battuto da lui. Questo mondiale se lo merita. In Ducati di piloti ne sono passati tanti, e qualcuno da quel raffreddore Ducati non è guarito. Lui invece è rimasto, è la dimostrazione che quel malanno si può curare. Sta facendo una cosa che
nessuno ha fatto, una cosa grandiosa“, ha dichiarato in un’intervista al Corriere dello Sport.

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Io buttai via un’occasione, Andrea fu spettacolare. Era veloce, ma soprattutto aveva testa. La differenza la fece la testa, e lui fu più forte. L’avete visto in Giappone? Nel 2004, proprio in Giappone, avevamo girato in due manche. Alcuni piloti erano caduti, avevano interrotto la gara, e poi avevamo ripreso azzerando tutto. Io ero goloso, ero un po’ il Marquez della situazione ma più ignorante, e nella curva dove lo spagnolo domenica scorsa ha sbandato, il Dovi mi passò. “Non può andare via”, mi dissi. Ciao, sono caduto con l’avantreno. Bel cogl…, mi fermo qui. Per dire, Andrea è uno che lavora, ma non dà a vedere la sua reale velocità. E ti frega“, ha continuato ricordandosi quella sfida del 2004.

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Nel 1999 correvo nel Team Vasco Rossi, e Andrea faceva le mini-moto. Un giorno, al Mugello, andai a fare un giro tecnico-visivo, a piedi. Lui era venuto con me. Me Io ricordo con il viso illuminato. Aveva il mio poster in camera, ancora me lo dice. In un bar, il lunedì sera, con lui mi metterei seduto a fare lunghe chiacchierate. Gli direi: “Andrea, sei stupito anche tu, eh?”. Lui sa di essere forte, pero finché non realizzi e diverso. Perché uno è sempre quello che ha combinato nella vita. Andrea è un pilota vecchio stile, e quindi abbiamo più cose da dirci. Qualche vittoria fa gli ho mandato dei messaggi con quel cacchio di WhatsApp che ci ha incasinato a tutti la vita, gli ho fatto i complimenti, gli ho detto che è bello vederlo vincere. lo non sono uno che rimpiange, i campioni quando c’è da applaudirli li applaudo. E quando il Dovi vince, io godo“, ha concluso.

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