Europei Pista, il CT Salvoldi soddisfatto della prestazione delle azzurre: “siamo stati uniti e abbiamo vinto alla grande”

Edoardo Salvoldi

Dino Salvoldi, Ct della Nazionale femminile, soddisfatto della prestazione delle azzurre all’Europeo su Pista. Le ragazze conquistano l’oro nel quartetto ad inseguimento

Credits: FCI

Nelle semifinali dell’inseguimento Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Silvia Valsecchi e Tatiana Guderzo sono contrapposte alla Polonia, seconda lo scorso anno sempre dietro le azzurre. Il forcing impresso dalle azzurre è notevole, tanto da fermare il tempo a 4’22”874, lasciando le avversarie a due secondi. Entusiasmante e vibrante la finale contro la Gran Bretagna, che prova a tenere il ritmo delle azzurre. A metà gara le italiane riescono a scavare un primo solco che pare però non tenere. Le britanniche si riportano sotto ma pagano lo sforzo negli ultimi giri, lasciando oltre 1’. Chiudono la prova con il tempo di 4’17”853nuovo record italiano e disarmante dimostrazione di potenza. Rispetto allo scorso anno vi è un nuovo innesto: la juniores Letizia Paternoster. Se alla trentina aggiungiamo anche Elisa Balsamo, dilettante al primo anno, non servono altre parole per spiegare come questo gruppo ha uno sguardo più ampio del solo orizzonte continentale.

“Sentivamo di poter fare bene ma avevamo anche quel giusto timore reverenziale verso la Gran Bretagna e in particolare le sue due campionesse Katie Archibald ed Elinor Baker le parole del CT Dino Salvoldi. E aggiunge: “come gestione della gara avevamo la consapevolezza, che lo scorso anno non c’era, di poter tenere già dalla partenza. A differenza delle altre abbiamo avuto il vantaggio di avere equilibrio e compattezza. Ed è proprio sulla nostra compattezza che abbiamo basato la nostra tattica, non su quella delle avversarie. Quando infatti il nostro vantaggio è salito in modo progressivo, da 2 a 6 centesimi, e mancava poco a fine gara, abbiamo indotto proprio lì in quel momento, le nostre avversarie all’errore”.

Dino Salvoldi spiega poi che “sapevamo che Archibald avrebbe risposto, ma rispondere a quella velocità e su così poca distanza dal finale avrebbe provocato un allungamento del loro quartetto. Così è stato. Si sono allungate e hanno corso con discontinuità. A due giri dalla fine, il nostro vantaggio era rassicurante e per noi era arrivato il momento di migliorare il crono personale, registrando il nuovo record italiano (4’17”853). Ed è successo anche questo. Due grandi obiettivi raggiunti ed è per me, e per tutti noi, motivo di orgoglio. C’è stata molta tattica in questo torneo e abbiamo schierato le azzurre giuste al momento giusto. Oggi come oggi questo è il quartetto migliore che avrei potuto schierare. Ma non ci sono solo loro, anche le altre azzurre non presenti oggi a Berlino fanno parte di un gruppo che riesce a darmi la certezza di una continuità e di poter schierare, ad ogni appuntamento importante, un quartetto che non preoccupa sulla prestazione. E questo è frutto di un lavoro creato nel tempo”.

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