Ciclismo, Paolo Slongo svela i progetti di Nibali per il 2018: “abbiamo due piani per Vincenzo”

vincenzo nibali LaPresse/ Fabio Ferrari

Paolo Slongo svela quali saranno i progetti di Vincenzo Nibali per la prossima stagione. L’allenatore rivela i piani del capitano della Bahrain Merida

LaPresse/ Fabio Ferrari

Archiviata la stagione, Vincenzo Nibali si sta proiettando verso quella futura. Il capitano della Bahrain Merida nel 2017 ha conquistato tre vittorie e 2 podi in classifica generale (Giro d’Italia e Vuelta di Spagna) e la graduatoria del Giro di Croazia. Il 2018 dello ‘Squalo’ sarà interamente dedicato alle classiche e soprattutto la prova in linea del Mondiale di Innsbruck che si terrà il 30 settembre.

Paolo Slongo ha svelato quali saranno i programmi prima della competizione iridata: Giro, Vuelta e Mondiale, oppure Tour, Vuelta e Mondiale. I miei riferimenti sono due. I dati del 2016, quando Vincenzo ha preparato l’Olimpiade: ha vinto il Giro, è andato al Tour per prepararsi, a Rio era fortissimo – ha dichiarato allenatore di Vincenzo Nibali come riportato dalla Gazzetta dello Sport -. E quelli del 2017: il Giro, terzo, e poi la Vuelta, secondo, e siamo andati forti sino al Lombardia. Abbiamo tanta esperienza per programmare e sbagliare il meno possibile”.

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LaPresse/ Marco Alpozzi

Paolo Slongo conosce bene le abitudini di Vincenzo Nibali. Il messinese ogni anno ha aperto la sua stagione in Argentina, alla Vuelta di San Juan. L’allenatore ha spiegato i motivi di questa usanza: “gli ha sempre portato fortuna nell’anno, sia perché questa non è una corsa stressante, ha tanta pianura, è ideale per la preparazione, e nel 2018 avrà anche un giorno di riposo”, ha proseguito.

Nei programmi di Vincenzo Nibali ci sono due importanti classiche: la Milano-Sanremo e la Liegi-Bastogne-Liegi. Queste due corse sonio molto difficili a causa del terreno pieno di insidie (soprattutto la gara belga). Paolo Slongo ha visto nelle due classiche un punto di riferimento in vista del Mondiale di Innsbruck: sono un pallino di Vincenzo. In funzione del Mondiale è necessario fare due corse così lunghe, sono importanti. Non dal punto di vista fisico, ma per abituarsi allo stress, per la tensione che c’è nel gruppo – ha continuato -.  E lo stesso vale quando si sceglie il Tour, e allora pensi a un avvicinamento tutto francese, tipo Parigi-Nizza e Delfinato, così ti abitui alle rotonde, alle strade francesi, scopri l’asfalto. La Liegi, poi, è l’obiettivo di primavera: per prepararla, la scelta del Giro dei Paesi Baschi prima delle Ardenne mi sembra migliore”.
La prossima stagione quindi sarà intensa per il capitano della Bahrain Merida. Dopo le buone prestazioni ottenute al Lombardia e al Giro d’Italia, il ciclista messinese sarà tenuto d’occhio dai rivali. Paolo Slongo ha analizzato gli avversari di Vincenzo Nibali: “Dumoulin è il rivale più pericoloso, mi piace tantissimo per come è cresciuto. E’ chiaro che se ci sono crono lunghe… L’olandese fa paura anche a Froome, non solo a Nibali. E poi Chaves, Aru, Yates, sta crescendo anche la nuova generazione. Perché sì al Giro? Se è duro duro lo faremo. Nibali è il corridore più forte al mondo su salite oltre i 2000 metri e su salite estreme, perché come fisiologia si adatta meglio. Soffre meno la pressione della quota: avendo una fase aerobica molto ampia, non va subito in acido lattico e riesce a resistere a ritmi più alti sotto la soglia – ha ribadito -. Ci sono avversari che, come Valverde, sopra i 2000 metri non vanno, mentre se ci sono due-tre tappe estreme e consecutive Vincenzo va sempre uguale, mentre gli altri calano. E le cronosquadre non ci fanno paura se possiamo schierare la squadra-top con Siutsou e gli Izagirre”.

 

Gian Mattia D’Alberto /LaPresse

Infine Paolo Slongo ha intenzione di vedere Nibali alla Parigi-Roubaix: “Vincenzo vuole toglierselo questo sfizio, ma verso fine carriera. Vi svelo un segreto: Prudhomme, il patron del Tour, ha chiamato il nostro manager Brent Copeland: “Voglio che Nibali venga a fare la Roubaix” – ha concluso – Avrebbero costruito un evento su di lui, un po’ come fatto con Wiggins qualche anno fa. Adesso, se Nibali cade, diventa troppo rischioso per i giri. Più avanti no, potremo cambiare strategia”.

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