Carlo Saronni a SportFair fa il punto della stagione 2017: “poteva essere migliore, ma sono soddisfatto”

Carlo Saronni e Beppe Saronni

Carlo Saronni a SportFair fa il punto della stagione appena conclusa e svela gli obiettivi per la prossima 

Carlo SaronniCarlo Saronni è riuscito ad organizzare in pochi giorni la nuova vita della squadra gestita dal padre. Il team manager della UAE Team Emirates 12 mesi fa è riuscito a salvare la squadra dopo il della famiglia Galbusera e in questa stagione si è tolto parecchie soddisfazioni. Carlo Saronni nell’ultima sessione di mercato è riuscito ad ingaggiare corridori di livello come Fabio Aru, Alexander Kristoff e Daniel Martin. Nella prossima annata la squadra araba punterà a migliorare il 12° posto nella classifica UCI. Carlo Saronni ai microfoni di SportFair ha analizzato la stagione della UAE Team Emirates che si è appena conclusa, i progetti futuri con Fabio Aru e il mercato 2017.

Come valuti la stagione della UAE Team Emirates?

“Abbiamo finito la stagione e fatto un primo raduno. Adesso per un mese ci riposiamo e vedremo prossimamente i programmi per il prossimo anno. La stagione poteva essere migliore, perché se andiamo ad analizzare bene, noi abbiamo realizzato ben 22 secondi posti. Peccato perché potevamo avere un pizzico di fortuna in più o qualche corridore importante in forma. Ma se devo valutare il periodo che va dalla nascita della squadra, all’organizzazione realizzata, credo che il 12° posto nella classifica WorldTour (che ha migliorato il 15° dello scorso anno, ndr) sia stato un buon risultato rispetto al passato. Per il prossimo anno l’obiettivo e quello di migliorarci, e adesso si ha più tempo per organizzare il tutto e fare meglio”.

Diego Ulissi ha disputato una grande stagione vincendo corse di prestigio e trionfando nella classifica generale della Ciclismo Cup. Ti aspettavi questo exploit dell’italiano?

diego ulissi“Diego era partito bene vincendo il Gran Premio Costa degli Etruschi, poi non è riuscito a rimanere costante e rendere come ci si aspettava. Ha cambiato il programma in corso d’opera facendo il Tour de France e non il Giro d’Italia dimostrando il suo valore. Alla Grande Boucle, Diego ha realizzato una buona prestazione, ha fatto un secondo posto in una tappa ed è sempre stato all’attacco. Dopo questa fase è tornato ad essere il ciclista che conosciamo tutti e lo abbiamo visto al Mondiale. Noi speriamo di averlo sempre costante e sappiamo che anche lui non è molto contento dell’annata appena conclusa”.

Quale è stata la gara che ti ha emozionato di più?

“Beh, penso l’Abu Dhabi Tour dopo la presentazione della squadra perchè erano presenti tutti gli sponsor, lo staff. Abbiamo vissuto un bel momento proprio poco dopo la nascita della squadra. Questo è stato un passaggio chiave per capire che eravamo sulla buona strada”. 

La matrice italiana è la forza della UAE Team Emirates?

Diego Ulissi

Credits: Photo Bettini

“La base italiana è la grande forza. Io, mio padre e la maggior parte dello staff deriviamo dalla Lampre e questa è stata una delle caratteristiche che hanno portato gli arabi ad investire. L’esperienza italiana in questo sport è una delle più importanti in Europa (oltre alla Francia e la Spagna) e loro si sono affidati a questa bella realtà. Ci stiamo muovendo per rendere la squadra internazionale, perché sappiamo che il panorama che andremo ad affrontare sarà difficile e qualche corridore internazionale ci sta per formare un mix perfetto”.

In questa sessione di mercato avete ingaggiato molti corridori di spicco come Kristoff, Martin e Aru. Soddisfatto del lavoro svolto oppure miravi a qualche corridore in più?

kristoff“Onestamente abbiamo inseguito anche altri corridori. Non era un mercato basato solo per i tre corridori citati, ma anche su altri. Per vari motivi e per i corridori in scadenza in questa sessione di mercato non abbiamo voluto investire. Però sono molto soddisfatto del lavoro svolto. Questi tre corridori ci porteranno ad alzare il livello e soprattutto a dare una migliore classifica UCI”. 

Quali sono state le ragioni del mancato passaggio di Elia Viviani alla UAE Team Emirates?

“C’è stato dell’interesse e lo avevamo sentito. La trattativa è stata accelerata molto dai media e messa in programma quando non c’era nulla di fatto. La trattativa è saltata perché non ci siamo trovati da ambe le parti, ma non a livello contrattuale. La posizione di Elia era difficile perché era vincolato con il Team Sky. Nel frattempo le cose si sono dilungate ed è saltata fuori la figura di Kristoff e diciamo che burocraticamente è stato più facile ingaggiarlo”. 

Da qualche settimana è stato presentato il Tour de France. Aru è riuscito nel 2017 a dire la sua. Tra il Giro d’Italia e la Grande Boucle, Fabio in quale delle due grandi corse può dire la sua?

fabio aru

LaPresse/Marco Alpozzi

“Fabio ha dimostrato di essere ad altissimi livelli al Tour de France e alla Vuelta di Spagna. Sicuramente in queste corse sarà importantissimo per noi. Il percorso del Giro d’Italia non lo conosciamo bene, quindi è difficile fare programmi. Il Tour in effetti ha una prima fase difficile per un corridore come lui come ad esempio l’arrivo a Roubaix. Dobbiamo valutare con lui, ma sulla carta non abbiamo paura di affrontare un grande giro. È tutto da decidere”. 

Vinokourov ha attaccato varie volte Fabio Aru. Cosa ne pensi di questo trattamento?

“Queste sono dinamiche tra Fabio e la sua ex squadra con firme sui contratti realizzate in anni passati. Noi non entriamo in questa situazione e non è bello commentare. Noi abbiamo parlato con Fabio e stipulato un contratto quando c’era il mercato aperto. Se tra di loro non si sono capiti, noi non c’entriamo nulla”. 

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