Roma shock, niente futuro alla Totti per De Rossi: “chiudere la carriera qui? Dico che…”

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Daniele De Rossi spaventa la Roma, sottolineando come stia maturando l’idea di chiudere la carriera lontano dalla Capitale

Un futuro da allenatore, magari come papa’ Alberto, e prima, chissa’, un’esperienza all’estero. Daniele De Rossi e’ cresciuto (“adesso anche in campo riesco a controllarmi meglio e sarebbe grave se non fosse cosi’, a trentaquattro anni. Il fatto di essere riconosciuto come saggio e’ forse dovuto al fatto che io non parlo tantissimo. E quando non parli tanto e’ molto piu’ alta la probabilita’ di non dire stupidaggini“) e inevitabilmente e’ arrivato il momento di pensare a cosa fara’ da grande.

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Prima, pero’, c’e’ la voglia di vincere qualcosa con la sua Roma anche se “qui e’ difficile vincere perche’ ci sono societa’ piu’ potenti a livello economico, con piu’ storia alle spalle, per quel che riguarda le vittorie, e, lo sappiamo, ‘vincere aiuta a vincere’ – racconta in una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport‘ – La Juve in questi anni ha avuto uno strapotere finanziario certo, grazie allo stadio ma anche per come hanno gestito il capitale umano di cui disponevano. Noi gli siamo sempre stati dietro negli ultimi anni. Passargli davanti sembra ora l’impossibile, ma noi ci proviamo, non abbiamo mai mollato, non abbiamo mai smesso di tentare di farlo, non ci nascondiamo dietro a questo loro strapotere, partiamo alla pari con tutti quanti. L’aspetto ambientale? Negli anni mi sono convinto che non sia cosi’ determinante come pensavo quando ho iniziato. Si puo’ vincere anche in un ambiente cosi’ complesso. Non voglio e non cerco scuse“.

Pietro Pellegri

LaPresse/As Roma/Luciano Rossi Pietro Pellegri

Se la maglia giallorossa restera’ l’unica della sua carriera, De Rossi ancora non lo sa. “Ho sempre pensato che sarebbe molto bello se io finissi a Roma. Mi piacerebbe vivere, con le dovute proporzioni, una giornata come quella che ha conosciuto Francesco il 28 maggio”. “Allo stesso tempo pero’ avverto forte il desiderio di vivere un’esperienza altrove. Io un’esperienza fuori, lontano, penso che vorrei viverla, che dovro’ viverla. Sinceramente avevo deciso di farla fin dall’anno scorso: c’e’ stato un periodo lungo in cui non avevo contatti con la societa’ per il rinnovo. Per un certo periodo di tempo era stata questa la mia idea. L’offerta piu’ grossa era quella di un club italiano. Ma, come si dice, non mi ha retto la pompa: non me la sentivo di tradire la citta’ e i tifosi. Probabilmente se fosse arrivato un club europeo o americano – non e’ un segreto che uno dei miei sogni e’ andare a fare li’ un’esperienza di vita e di calcio – probabilmente oggi non saremmo qui“.

Di Francesco Roma

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E una volta appese le scarpette al chiodo, potrebbe attenderlo una panchina. De Rossi ammette di essersi chiesto se gli piacerebbe fare l’allenatore e “negli ultimi anni mi sto rispondendo di si’ sempre piu’ spesso. Anche grazie al fatto che ho avuto degli allenatori che mi hanno affascinato moltissimo durante la mia carriera. Mi sembra bellissimo un leader che guida venti giocatori che lo seguono in maniera assoluta. Mi piacerebbe, se avessi una squadra. Pero’ mi rendo conto che e’ un lavoro difficilissimo, faticosissimo, stressantissimo, quindi questi dubbi rimangono e spero di scioglierli con il tempo“. Ottimo il rapporto con Di Francesco (“E’ un valore aggiunto per noi, una persona di qualita’ e potra’ portare vantaggi sia alla societa’ che a noi giocatori“), De Rossi vede bene Totti nella sua nuova veste. “L’ho visto sofferente, durante la passata stagione. Adesso lo vedo bene e non pensavo che lui si adattasse cosi’ in fretta a questo nuovo ruolo”. “Non e’ importante quale sia il ruolo di Totti. Lui e’ lui. Credo che lo aiuti molto il fatto che chiunque, appena esce di casa, lo chiami capitano. Lo vede ancora con la maglietta della Roma addosso. Una esperienza come quella di Totti in una societa’ non ce l’ha nessuno”.

Buffon

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Pronto a giocare un altro Mondiale con l’Italia (“il rischio di non qualificarsi? Avere questa minima paura ci deve spingere a fare qualcosa di grande durante i play-off. Per noi sara’ come la finale della Coppa del mondo“), De Rossi vede bene da dirigente un altro collega, Gigi Buffon. “Credo che anche lui stia pensando a quello che potra’ fare dopo. E’ una persona positiva, diretta, schietta, da compagno di squadra e’ incredibile, un motivatore, un vincente clamoroso. Credo che sara’ un grande dirigente anche lui. Non so se in Federcalcio, lo spero. Sara’ un uomo da non perdere come secondo me non erano da perdere Maldini, Baggio. Perdere Maldini per una federazione e’ una cosa secondo me folle e assurda, quasi una bestemmia a livello calcistico“. (ITALPRESS)

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