Nibali, un programma da sogno per il 2018: le grandi classiche del Nord in primavera, Delfinato e Tour de France per sfidare Froome, Vuelta di Spagna per prepararsi al Mondiale di Innsbruck

Nibali, prime conferme importanti sulle indiscrezioni che circolano da tempo: lo Squalo ha in mente un programma da sogno per il 2018

Finalmente Vincenzo Nibali potrà fare ciò che gli piace di più. E nella stagione in cui avrà 33 anni si troverà ad appuntamenti importanti nel pieno della sua maturità atletica e ciclistica. Adesso è più esperto e navigato, forse un po’ meno esplosivo ma in realtà “esplosivo” non lo è mai stato e quest’anno le due tappe vinte al Giro e al Tour le ha conquistate proprio con intelligenza ed … esplosività! Inoltre in questo 2017 s’è dimostrato ancora più forte a cronometro rispetto al passato, quando comunque contro il tempo non sfigurava, e sempre al top quando la corsa è dura, lunga, difficile. Quando devono emergere le doti di fondo, quindi dopo grandi fatiche. Sempre regolare e puntuale negli appuntamenti importanti. E’ a 10 podi nelle grandi corse a tappe, e non si vuole certo fermare qui.

Gian Mattia D’Alberto /LaPresse

Per ufficializzare il programma del prossimo anno è ancora presto: c’è una stagione da concludere, magari con una ciliegina sulla torta. Lo Squalo punta al Giro di Lombardia per uno storico bis dopo l’impresa del 2015: sarebbe il modo più bello per concludere il primo anno nel Team Bahrain-Merida, già soddisfacente con due podi importanti al Giro d’Italia (3°) e alla Vuelta di Spagna (2°). Inoltre non sono ancora stati pubblicati i percorsi ufficiali delle corse del prossimo anno, ed è chiaro che le valutazioni verranno fatte soltanto in inverno, o comunque tra novembre e dicembre. L’ha confermato poche ore in un’intervista concessa a SportFair, fa Franco Pellizotti, compagno di stanza di Nibali e sempre al suo fianco quand’è servito in questo 2017 al Giro e alla Vuelta. Il “Delfino” e lo “Squalo”, ancora insieme il prossimo anno per una squadra che si sarà fatta le ossa e si rinforzerà in modo significativo. Pellizotti compirà 40 anni a Gennaio ma ha dimostrato di poter essere ancora utile a Nibali per le grandi corse a tappe, e magari non solo quelle.

Nibali potrà preparare il suo programma ideale, in base a gusti, preferenze e appuntamenti importanti. L’esigenza di costruire una squadra intorno alle proprie ambizioni era nata, negli anni dell’Astana, proprio da quest’esigenza. Lo Squalo voleva essere libero, forte di un palmares straordinario voleva avere voce in capitolo nelle scelte sulla programmazione stagionale. Poi nel 2017 la programmazione è stata condizionata dall’appuntamento con il 100° Giro d’Italia, che ha deciso di transitare dalla sua Messina per omaggiarlo. Avrebbe mai potuto dire di no? Ma per il 2018 questo vincolo non c’è, e Nibali dovrebbe optare per il Tour de France. Sa che a 33 anni potrebbe essere una delle ultime chance per competere per la vittoria, e l’idea di sfidare Froome lo stuzzica da tempo. Alla Vuelta di Spagna ha dimostrato di poterlo mettere seriamente in difficoltà, e il Froome della Vuelta è stato il migliore visto negli ultimi due anni. Al Tour non era andato così forte ne’ quest’anno ne’ nella passata edizione. Eppure nella tappa con l’arrivo al Monumento dedicato alla Vaca Pasiega sulla salita di Los Machucos, Nibali ha staccato Froome rifilandogli 42” di ritardo. Mai nessuno aveva messo il campione del Team Sky così tanto in difficoltà in salita.

Zuma press/LaPresse

Con una squadra all’altezza, sarà una sfida bellissima in un palcoscenico ancor più prestigioso. Del Tour 2018 si sa ancora poco: è ufficiale soltanto la partenza dalla Vandea con una cronosquadre di 35,4km alla terza tappa a Cholet. Probabilmente si passerà prima dalla Alpi e poi dai Pirenei: non succede dal 2014, l’anno in cui il Tour l’ha vinto Nibali mentre in tutte le 4 edizioni vinte da Froome (2013, 2015, 2016 e 2017) i corridori hanno affrontato prima i Pirenei poi le Alpi. Comunque il percorso completo verrà presentato il 17 ottobre. Lo Squalo spera in tappe lunghe e dure, con tante salite ravvicinate e meno chilometri possibile a cronometro, dove ha dimostrato comunque di essere fortissimo rispetto a tutti gli altri, ma di pagare tempo prezioso nei confronti dei super specialisti come Froome e Dumoulin (che comunque al Tour non dovrebbe esserci, cercherà il bis al Giro dove dovrebbe sfidarsi con Aru come nella Vuelta 2015).

Prima del Tour, Nibali farà ovviamente il Giro del Delfinato mentre in primavera si dedicherà alle classiche del nord. Quelle che ama tantissimo. L’Amstel Gold Race, dove nel 2016 ha vinto Enrico Gasparotto ed è arrivato terzo Sonny Colbrelli (oggi entrambi al Team Bahrain Merida), la Freccia Vallone dove domina incontrastato da 4 edizioni Alejandro Valverde (l’ha sempre vinta dal 2014 al 2017! Ultimo italiano, Rebellin nel 2009), e la Liegi-Bastogne-Liegi, vinta sempre da Valverde nel 2017 e nel 2015, oltre che nel 2006 e nel 2008. Qui il digiuno azzurro è ancora più lungo: l’ultimo italiano a vincere è stato Di Luca nel 2007. Sono corse che lo Squalo ama particolarmente, e con una preparazione focalizzata al Tour, potrebbe puntare ad un picco di forma ad aprile proprio per essere al top per queste gare così importanti e prestigiose.

Nella parte finale della stagione, il vero grande obiettivo sarà il Mondiale di Innsbruck che è durissimo. Massacrante. Sembra fatto apposta per Nibali e per una nazionale come l’Italia, che già quest’anno a Bergen potrà ben figurare ma non è certo favorita rispetto ai big su un percorso che non è certo Doha, ma lascia qualche chance persino ai velocisti. E per preparare al meglio il Mondiale austriaco, lo Squalo tornerà alla Vuelta di Spagna ovviamente senza ambizioni di classifica ma per rodare la gamba e allenarsi al meglio in vista di un appuntamento in cui sogna la maglia iridata (un po’ come ha fatto al Tour nel 2016 per preparare le Olimpiadi di Rio de Janeiro). Correre tutto il 2019 con la maglia iridata al collo sarebbe una soddisfazione senza eguali per un campione straordinario come Nibali, per il Team Bahrain-Merida e per tutto il movimento ciclistico italiano.

Insomma, un programma da sogno per Nibali. E per tutti i suoi tifosi, pazzi di uno Squalo così ambizioso e appassionante sui pedali. A maggior ragione dopo l’addio di Contador, è la speranza di tutti gli appassionati di un ciclismo tutto cuore e fantasia nell’era dei numeri, dello squadrone che controlla la corsa e dei dati controllati sul display.

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