Mondiali di Bergen, Davide Cassani tuona: “le critiche senza senso mi danno fastidio”

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Davide Cassani taglia corto e tuona contro coloro che ai Mondiali di Bergen lo hanno criticato. Il Ct dell’Italbici spiega le sue motivazioni

Dopo la prova élite valida per i Mondiali di Bergen, Davide Cassani non ha gradito alcune critiche di Silvio Martinello e di Moreno Argentin. I due ex corridori hanno malvisto le tattiche che il Ct della Nazionale ha utilizzato durante la corsa, soprattutto negli ultimi giri. Alla fine la maglia iridata è andata a Peter Sagan che ha battuto Kristoff e Matthews. Davide Cassani  ha spiegato le motivazioni della sua tattica e soprattutto ha respinto le critiche nei suoi confronti: “vogliamo tornare al loro ciclismo di trent’anni fa? Le critiche senza senso sono quelle che mi danno più fastidio. Perché il circuito di Bergen è venuto fuori come ho sempre saputo: volata di 30 corridori. L’unica possibilità era sganciare uno forte come Moscon e uno veloce come Trentin. Non c’erano alternative – ha dichiarato il CT dell’Italbici come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Fare la corsa dura? E con chi? Avete visto il Belgio o l’Olanda che avevano corridori di livello superiore? Dumoulin s’è bruciato con quelle due accelerazioni salita. A ruota si risparmiavano 40 watt e Sagan, Kristoff o Matthews non li stacchi nemmeno se viene giù Dio”.

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Matteo Trentin è giunto, con grande dispiacere, in quarta posizione ad un soffio dalla terza posizione dell’Australiano Matthwes. L’Italia però è seconda nel medagliere con 7 medaglie conquistate soprattutto nelle prove juniores. Un bel risultato che ha fatto felice Davide Cassani:è stata una bella Italia. Una grande intesa. Quando interpreto un percorso, lo faccio in base ai corridori che ho, non a quelli che potrei avere. E se avessi fatto la corsa dura, saremmo rimasti senza corridori nel finale – ha proseguito -.  La corsa dura l’abbiamo fatta lo scorso anno ai Giochi di Rio, e nel finale Nibali era lì a giocarsela prima della caduta. E la rifaremo fra un anno al Mondiale di Innsbruck”.

Davide Cassani ha analizzato nel dettaglio la squadra azzurra che ha corso la prova in linea valida per i Mondiali di Bergen: “l’anno scorso nessun piazzamento di un italiano nelle classiche monumento e poi, al Mondiale di Doha, Nizzolo è arrivato quint.  Quest’anno abbiamo fatto nono alla Sanremo con Viviani, sesto al Fiandre con Modolo, quinto alla Roubaix con Moscon, e quarto al Mondiale con Trentin. I Mondiali li vinci quando vinci le grandi classiche. Siamo cresciuti, nel 2018 in Austria saremo pronti a vincere. Trentin ha corso da leader, meritava la medaglia. Moscon è un fenomeno, un corridore vero. Un gioiello, un Mondiale ce lo vincerà sicuro, così come Fiandre, Roubaix e anche la Liegi, se ci vorrà puntare: su quelle salite lì è una bestia, e nella sua semplicità mi ricorda il giovane Bugno. Bettiol è uscito dalla nicchia, un corridore con la “C maiuscola” e sono sicuro che alla Bmc troverà l’ambiente giusto – ha continuato -.  È abbastanza veloce e ha una bella sparata in salita. Forte di testa, è serio: corridore da Fiandre, Amstel, Liegi. Colbrelli ha deluso, ha avuto un crampo, mentre Ulissi ha fatto il suo miglior Mondiale. Anche Viviani è cresciuto molto rispetto agli ultimi due Mondiali. Ecco, con tutti loro siamo pronti. E dietro stanno arrivando Villella, Consonni, Ganna”. 

 

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Infine Davide Cassani è contento dei suoi sistemi utilizzati in questa stagione: “lo dimostrano i risultati. C’è un movimento in salute. Grazie al lavoro con i club e alla federazione che sta facendo un lavoro capillare. Ci stiamo sporcando le mani per risollevare il ciclismo italiano – ha concluso -. Sempre almeno un corridore nei primi dieci nelle crono, dopo 10 anni ben due juniores sul podio, dopo 15 anni uno junior sul podio della crono. Tutti ragazzi nati con noi sin dagli allievi, facendo strada e pista. È un piacere lavorare con i giovani”.

 

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