Aaron Hernandez, in carcere per omicidio, si suicida in cella: lo studio sul suo cervello rivela presenza della CTE, malattia dovuta ai traumi sportivi in NFL!

Credits: Instagram @truetalentfootball

NFL nei guai! Lo studio sul cervello dell’ex giocatore Aaron Henandez, morto suicida in carcere (condannato all’ergastolo per omicidio) rivela la presenza della CTE, malattia dovuta ai traumi dagli scontri nel football

Credits: Instagram @pats_rush

Il caso Aaron Henandez torna a far tremare l‘NFL. Se prima il problema era solo l’immagine di una Lega che ha visto uno dei suoi protagonisti macchiarsi di omicidio, adesso la stessa NFL potrebbe passare grossi guai in quanto, le ragioni del raptus di follia che ha colto l’ex Patriots sarebbero riconducibili proprio al football. Ma partiamo dall’inizio. Nel 2015 Aaron Henandez è stato condannato all’ergastolo (senza possibilità di parola) a causa di un omicidio commesso nel 2013. Hernandez aveva ucciso un giocatore di football semi professionista, fidanzato della cognata.

Credits: Instagram @blackaphillyated

Lo scorso 19 aprile, Hernandez è stato trovato morto suicida, impiccato con il lenzuolo della sua branda alle sbarre della cella, appena 5 giorni dopo aver presenziato con tranquillità ad un altro processo che lo ha assolto dall’accusa di duplice omicidio. Nella sua cella sono stati trovati una serie di messaggi mistici, alquanto strani. Con il sangue, Aaaron Hernandez aveva disegnato sul muro della cella una piramide incompleta, con l’occhio di Dio e la scritta ‘Illuminati’. Sulla sua fronte è stata poi trovata la scritta ‘John 3:16‘, versetto del nuovo testamento, mentre vicino al cadavere è stata trovata una Bibbia aperta e dei messaggi per la famiglia che parlavano di ‘ritrovarsi bel Regno senza Tempo‘.

Credits: Instagram @ibholadeportes

La moglie di Hernandez, insospettita dal comportamento del marito, ha donato il suo cervello al laboratorio della dottoressa Ann McKee, la scienziata della Boston University che in passato aveva associato i traumi della CTE (Chronic Traumatic Encephalopathy) a sport violenti come football o boxe, sostenendo che la malattia neurodegenerativa potesse provocare drastici cambiamenti di umore, aggressività e depressione. Dallo studio sul cervello di Hernandez è emerso che il ragazzo era affetto da CTE in stadio avanzato, il che potrebbe spiegare la natura del comportamento omicida dell’ex giocatore di football.

Credits: Instagram @nfl_central_updates_

Adesso sotto accusa è finita dunque l’NFL, ‘colpevole’ di non preservare la salute dei giocatori. L’avvocato di Hernandez a nome della figlia di quattro anni, Avielle, ha intentato una causa contro la Nfl e i Patriots. “Ci hanno spiegato che Aaron soffriva di un caso severo di Cte, raramente riscontrato in soggetti così giovani. Non ci siamo mai giustificati in tribunale con la possibilità di aver contratto la malattia e di questo sono pentito. Alla NFL erano consapevoli dei rischi a cui sottoponevano i loro tesserati, come Aaron, ma hanno sempre scelto di non raccontare l’intera verità“. Già nel 2016, grazie alle scoperte della dottoressa McKee (su 111 cervelli di ex campioni di football 110 erano soggetti a CTE), numerosi ex giocatori avevano dato vita ad una class-action contro la NFL costretta ad un risarcimento di oltre 1 miliardo di dollari. La Lega della palla ovale trema di nuovo…

FotoGallery