Vuelta di Spagna 2017 – Aru, Nibali, Froome e tanti altri: la 72ª edizione della corsa spagnola promette spettacolo

fabio aru LaPresse/Reuters

Il conto alla rovescia è iniziato: al via sabato la Vuelta di Spagna 2017, si prospetta uno spettacolo unico

Tutti a caccia di Nairo Quintana, il trionfatore della passata stagione reduce da una annata a dir poco deludente e grande assente dell’edizione 2017. Si apre il sipario sulla 72esima Vuelta a Espana, il meno ‘nobile’ tra i Grandi Giri che però, per qualità di partecipanti e per difficoltà del percorso, promette scintille e spettacolo in dosi massicce. Che in Spagna si strizzi l’occhio agli scalatori è un dato di fatto, accertato dai 50 Gran Premi della Montagna che i corridori dovranno affrontare da Nimes, sede della prima partenza nella storia dalla Francia, a Madrid, rituale sede d’approdo. Ma anche le cronometro avranno un peso specifico importante: in totale sono 40,2 i chilometri per quelle individuali, 13,7 per quella a squadre di sabato, che sulle strade di Nimes assegnerà la prima maglia rossa, quella che contraddistingue il leader della classifica generale.

Tra i favoriti ci sono due italiani, ex colleghi che ora si ritrovano uno contro l’altro ma sempre da amici. Si tratta ovviamente di Vincenzo Nibali e di Fabio Aru: il siciliano Bahrain-Merida, vincitore della Vuelta nel 2010 e secondo nel 2013, dovrà vedersi le spalle innanzitutto dal sardo dell’Astana, primo nel 2015 e reduce da un Tour de France vissuto tra i big (quinto ai Campi Elisi). I riflettori sono ovviamente puntanti anche su Christopher Froome, il britannico del Team Sky che, dopo il poker alla Grande Boucle, tenta una storica doppietta dopo la piazza d’onore ottenuta nel 2016. L’ultimo a riuscirvi e’ stato un fenomeno Bernard Hinault nel 1978.

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Da non sottovalutare le ambizioni dei francesi Romain Bardet (AG2R-La Mondiale) e Warren Barguil (Sunweb), del lussemburghese Bob Jungels (Quick-Step Floors), del colombiano Carlos Betancur (Movistar), del veterano spagnolo Igor Anton (Dimension Data), del russo Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), dell’olandese Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo) e del britannico Adam Yates (Orica-Scott), in corsa assieme al fratello Simon (anche Vincenzo Nibali avra’ l’appoggio di Antonio). Circoletto rosso attorno al nome di Alberto Contador: il campione madrileno della Trek-Segafredo, tre volte vincitore della Vuelta (2008, 2012 e 2014), disputerà la sua ultima gara prima del ritiro. Una scelta coraggiosa che gli vale il pettorale numero 1 in un gruppo pronto a salutarlo come merita.

Tra le diciotto squadre al via, poi, c’è anche la Manzana Postobon, alla sua prima apparizione in un Grande Giro come il baby azzurro Gianni Moscon, che avra’ il compito di dare una mano a Froome. Le salite arriveranno ben presto: prime montagne ‘vere’ ad Andorra, poi nell’11esima frazione ecco Alto de Velefique e Calar Alto uno dopo l’altro. Quattordicesima tappa con La Pandera e arrivo a Sierra Nevada e, dopo la crono di Logrono, sarà la penultima frazione a decretare i verdetti definitivi: 119 chilometri tra Corvera ed il mitico Angliru, la vetta che chiudera’ definitivamente i giochi prima della rituale passerella di Madrid. (ITALPRESS)

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