Vuelta 2017 – Finalmente Nibali! Vincenzo tra avversari tosti e… squalifiche: “è passato il messaggio che mi ero attaccato all’ammiraglia per vincere, invece…”

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Vincenzo Nibali pronto alla battaglia: le sensazioni dello Squalo dello Stretto alla vigilia della Vuelta di Spagna

Inizierà domani la 72ª edizione della Vuelta di Spagna: una Vuelta dei… campioni. Tantissimi infatti i big che parteciperanno alla corsa spagnola, che partirà domani da Nimes per arrivare il 10 settembre a Madrid. Tanti i ciclisti che hanno partecipato al Tour de France e che tornano a sfidarsi sulle strade spagnole: Froome, Aru, Barguil e Bardet, che adesso devono fare i conti con Vincenzo Nibali, che torna dopo il terzo posto al Giro d’Italia.

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“Sto molto bene, credo. La verità però la scoprirò strada facendo. Giorno per giorno“, ha dichiarato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. “Dopo il Giro (3° dietro a Dumoulin e Quintana, ndr) ho corso solo il Tricolore, ma senza preparazione specifica e ambizioni. Poi al Passo San Pellegrino ho fatto un bel blocco di allenamento, che mi ha dato le risposte che volevo. Sono andato al Giro di Polonia, una corsa adatta a corridori scattanti, molto esplosivi. Mi sono difeso bene“, ha aggiunto lo Squalo dello Stretto, prima di commentare il percorso spagnolo: “duro, molto difficile. Purito Rodriguez (che collabora con la Bahrain-Merida, ndr) mi ha detto che conosco quasi tutte la salite. Può darsi, al momento non riesco ad associare i nomi ai luoghi. La terza tappa, con arrivo ad Andorra, potrà già essere indicativa“.

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Impossibile poi dimenticarsi di Contador, che in Spagna correrà la sua ultima corsa prima di dire addio al ciclismo professionistico: “mah, è l’ultima sua gara. Penso che tenterà di farla bene“. Mentre sul tentativo di doppietta Tour-Vuelta di Froome ha aggiunto: “l’accoppiata Tour-Vuelta è più fattibile che Giro- Tour perché comunque, qui, tutti si presentano con già una grande corsa nelle gambe. Alla fine, più o meno, i valori si livellano“.

Non solo Froome e Aru, Nibali puntualizza bisogna fare attenzione anche a Jungels: “ha pedalato abbastanza bene in Polonia. Ah, poi bisogna citare anche Zakarin“.

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Una corsa, la Vuelta, che ha lasciato tanti ricordi a Nibali, tra questi anche la squalifica di due anni fa: “certo non è stata una cosa simpatica. Purtroppo è passato il messaggio che Nibali si attacca all’ammiraglia per vincere. Invece ero caduto, rimanendo a terra per più di un minuto e nel rientrare.. Ma è una parentesi chiusa, non devo dimostrare niente”.

Mentre sulla presenza di suo fratello Antonio ha aggiunto: “è la prima volta assieme in un grande giro. Per me è una bella cosa, per lui… è il debutto in una corsa così importante. Lui osserva, guarda. È impaurito, ma è normale. Però è ben inserito nel gruppo. Sono contento che sia qui, ma non posso neanche chiedergli chissà che cosa“.

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Nel 2018 si svolgeranno a Bergen i mondiali di ciclismo e Nibali ci pensa, ma non troppo: “è presto per pensare al 2018, certo, sarà una stagione bella, importante. Ma prima di decidere devo vedere i percorsi dei giri. Adesso penso a questo, giorno per giorno. Non è un percorso adatto a me, ma continuo a sentirmi con il ct Cassani, che ci tiene d’occhio tutti: mi ha detto che verrà alla Vuelta. Deciderà in base a quello che vede, e anch’io gli dirò sinceramente come sto. Se c’è da dare una mano comunque io ci sono“, ha spiegato al Corriere dello Sport prima di lasciare un commento legato alle perdite con le quali ha dovuto fare i conti in questo difficile 2017: “la vita non è mai semplice, a volte ci mette di fronte a cose più grandi di noi a cui non sappiamo trovare risposte. A volte però la bici ti distoglie dai pensieri, ti aiuta a ripartire e a riflettere- Tanti trovano un aiuto nello sport nei momenti difficili, dobbiamo farlo anche noi“.

 

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