Tunisino aggredisce e deruba nonna e nipotino: il campione di kick boxing Andrea Galbiati lo stende dopo un inseguimento da film!

Credits: Facebook Andrea Galbiati

A Monza, un tunisino ha aggredito una signora, con il nipotino, per strapparle la collanina d’oro: fortunatamente il campione di kick boxing Andrea Galbiai è intervenuto prontamente

Il kick boxer sventa uno scippo: la storia  di Andrea Galbiati – Nella vita di tutti i giorni, spesso i supereroi sono persone comuni. È questo il caso di Andrea Galbiati che non avrà i superpoteri, ma alla vista di un crimine non si è voltato dall’altra parte. Certo Andrea Galbiati non è proprio un uomo qualsiasi, visto il passato da guardia giurata, i 4 titoli di campione italiano, 2 di campione mondiale e uno di campione europeo di kick boxing: ai superpoteri però preferisce le sue skills nelle arti marziali.

Il kick boxer sventa uno scippo: la storia  di Andrea Galbiati – Il 10 agosto, Galbiati si trovava a Monza, precisamente su un camion per effettuare un trasloco. Proprio davanti ai suoi occhi un 41enne tunisino (irregolare e senza fissa dimora, ndr) ha aggredito una signora con il nipotino di 4 anni, strappandole via la collanina e ha deciso di agire. Galbiati è sceso in corsa dal mezzo, inseguendo il malvivente e dopo una corsa di circa 1 km è riuscito a metterlo al tappeto e immobilizzarlo a pochi passi dalla stazione dei carabinieri di Cologno Monzese che si sono precipitati ad arrestare lo scippatore. La signora è stata medicata in ospedale dove le sono stati diagnosticati sette giorni di prognosi per il trauma da caduta, mentre il bambino fortunatamente ha riportato solo una piccola escoriazione alla fronte.

Il kick boxer sventa uno scippo: la storia  di Andrea Galbiati –Mi trovavo a Cologno Monzese per una coincidenza incredibile perché vivo a New York (dove fa l’allenatore, ndr) e sono venuto qui solo per pochi giorni – ha raccontato Galbiati ai microfoni di ‘Repubblica.it’ – Mi trovavo su un camion con cui stavo facendo un trasloco delle mie moto vecchie da un capannone all’altro. Ho visto il bambino e la signora cadere e lo straniero accasciarsi: ho pensato che volesse soccorrere la nonna col bambino, invece ho visto che le ha strappato la catena dal collo ed è scappato. Ho detto eh no, questo è mio. Senza neanche che l’autista si fermasse, d’istinto ho aperto la portiera e sono saltato giù in corsa. L’ho inseguito anche se avevo i sandali estivi. L’ho fermato praticando delle leve articolari per bloccargli collo e polsi e sono riuscito ad immobilizzarlo. A quel punto mi ha dato spontaneamente la collana che aveva rubato e mi ha detto scusatemi sono ubriaco e drogato“.

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