F1 – Scheckter dalla pista alla fattoria: “produco mozzarelle, salumi, vino e birra. Alonso non mi piace, e su Vettel dico che2

LaPresse/FRANCOIS FLAMAND

Jody Scheckter dalla F1 alla produzione di cibi e bevande: l’ex pilota e la sua nuova vita, tra commenti e paragoni con gli attuali campioni delle quattro ruote

La F1 torna protagonista dopo  una lunga pausa estiva: i campioni delle quattro ruote tornano a sfidarsi, sul circuito di Spa, in Belgio, per il dodicesimo appuntamento della stagione 2017. Ferrari e Mercedes torneranno a sfidarsi ancora una volta: Vettel andrà a caccia di conferme per continuare la sua corsa per il titolo Mondiale, ma dovrà fare i conti con un affamato Hamilton che sicuramente non si arrenderà facilmente.

LaPresse/FRANCOIS FLAMAND

Intervistato da La Repubblica, Jody Scheckter, campione de mondo con la Ferrari nel 1979, l’ultimo a trionfare con la Rossa prima dell’era Schumacher, ha espresso il suo parere sull’attuale stagione di F1, e non solo: “l’ultima volta sono stato a una gara quattro anni fa, però sì, guardo la F1“, ha dichiarato prima di esprimere i suoi apprezzamenti per Verstappen: “ricorda me all’inizio. Anche se lui forse è più forte di quanto non lo fossi io. Mi piacerebbe dire che assomiglio ad Hamilton, ma io ho fatto degli incidenti che lui non ha mai fatto, quindi no. Vettel è molto forte ora che ci sono le ruote grosse e prima quando le macchine erano più potenti. Ma tre anni fa Ricciardo gliele suonava. Mentre Alonso non mi piace, è bravo in pista ma si comporta in maniera scorretta fuori. Se ripenso ai suoi anni in McLaren…“.

Scheckter è poi tornato indietro nel tempo, parlando della pericolosità di questo sport: “ha presente la roulette russa? Ogni anno ti iscrivevi al campionato e sapevi che uno o due di quelli che erano lì ad iscriversi sarebbero morti. Infatti non ho continuato. Mi sono ritirato. A trent’anni, prestissimo. Ho vinto il mondiale con la Ferrari e all’inizio della stagione successiva ho annunciato il mio ritiro. Quando sei giovane, la F1 è qualcosa per la quale saresti anche disposto a morire. Ti sfugge il senso della morte, o comunque il senso delle corse è molto più forte. Poi a un certo punto cominci a vedere la gente intorno a te che muore, si fa male, insomma… La verità è che io volevo vincere il mondiale. Quando l’ho vinto mi sono chiesto, per cosa continuo? Per vincerne due? È troppo pericoloso. Non avevo altro da fare. Ma era stupido continuare“, ha spiegato, puntualizzando però che la sua scelta non è paragonabile a quella Rosberg: “penso che lui non avrebbe dovuto fare così. Le cose ora sono molto diverse. Ma è una mia visione personale e ognuno fa come gli pare. Io personalmente ho smesso perché avevo molto da perdere e niente più da vincere“.

LaPresse/FRANCOIS FLAMAND

L’ex pilota ha poi parlato della sua attuale vita: “è questa, la fattoria: posseggo l’80 per cento delle bufale che ci sono sul suolo britannico e faccio la migliore mozzarella del mondo. Nel 2001 sono tornato a Maranello e ho comprato tutti i macchinari possibili e anche un consulente, tifosissimo Ferrari, che ha fatto avanti e indietro per un anno e ha insegnato a tutti come si fa… Oggi il mio lavoro è questo. Quando sono tornato dall’America, nel 2001, ero ricco ma stupido. Oggi sono povero ma saggio. È una battuta ma non si allontana troppo dalla realtà. Il food è il peggior business del mondo. Dopo sedici anni, questo forse sarà il primo in cui non ci rimetterò dei soldi. A un certo punto mi sono detto che volevo trovare il modo di mangiare solo i migliori prodotti del mondo. E ho deciso di farmeli da solo, per me e la mia famiglia. Ho studiato centinaia di libri e ora sono un cultore della biodiversità. Per un certo periodo, dopo una visita a una fabbrica di cioccolatini in Italia, mi ero anche fissato che volevo fare una piantagione di cacao… Ma mi hanno fermato quelli della Quarantena. Ora ho sei fattorie in tutta l’Inghilterra e produciamo mozzarelle, salumi, vino e birra“.

Mentre sul suo futuro ha concluso così: “appena aggiusto i conti della fattoria, l’affido a qualcuno e torno a vivere in Italia. In spiaggia, a farmi fare i massaggi“.

FotoGallery