F1, la Ferrari e quel retroscena sulle vacanze estive: “una volta si correva a ferragosto, poi…”

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Con un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, la Ferrari ha svelato le origini della pausa estiva introdotta dal 2014

Garage chiusi, motori spenti e piloti in vacanza. Ancora per poco però, perchè dal prossimo week-end ritorna la Formula 1 con tutto il suo carico di entusiasmo. La pausa estiva volge al termine e le squadre sono pronte a darsi nuovamente battaglia in pista, con la Ferrari in primis che sfida la Mercedes per i due titoli iridati. Prima di concentrarsi sul duello con le Frecce d’Argento, il team di Maranello ha pensato di bene di concentrarsi sulla sosta estiva, svelando tutti i dettagli di questa… norma regolamentata.

“Fino a pochi anni fa il calendario della F1 non prevedeva periodi di sosta. Così poteva accadere – e di fatto accadeva – che anche nel weekend ferragostano, che almeno per noi italiani sarebbe riservato alle vacanze, si corresse il Gran Premio di Ungheria. Per poi ripresentarsi pochi giorni dopo a Spa”. svela la Ferrari in una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale. “Un team di F1 è di fatto un’azienda, e come tale deve concedere ai suoi dipendenti un giusto periodo di riposo. Dal 2009, questo riposo è stato regolamentato. Prima ci fu un accordo fra le squadre (riunite nella Formula One Teams Association), che si impegnavano moralmente a non derogare dal principio. Dal 2014 questo accordo è addirittura inserito nel regolamento sportivo (Art.21.8), che fissa il periodo di chiusura delle attività: un minimo di 14 giorni se fra i due eventi consecutivi in calendario (in questo caso, i GP di Ungheria e Belgio) ce ne sono 24, e di 13 giorni se questo intervallo è di soli 17″. 

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Si approfitta dunque di questa chiusura per andare in vacanza, con i piloti che ricaricano le batterie in vista del rush finale: “di fatto l’attività si ferma – continua la Ferrari – niente simulatore, niente galleria del vento, eccetera. Si potrà obiettare che oggi, con i computer portatili e gli smartphones, ognuno potrebbe anche lavorare da casa. Ma, di fatto, le squadre al loro interno sono molto rigorose nel non infrangere quelli che sono i limiti previsti dal regolamento”.  In passato, molti avevano proposto di inserire questa pausa forzata anche durante la sosta natalizia. I team, però, hanno subito risposto negativamente a questa soluzione, sottolineando come in quel periodo è impossibile fermarsi vista l’attività frenetica per la preparazione delle nuove monoposto.

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