F1, Boullier e quelle rivelazioni su Raikkonen: “è come se abbia un gps in testa, una volta in Ungheria…”

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Eric Boullier ha parlato di Kimi Raikkonen nel corso di una recente intervista, tessendo le lodi del pilota finlandese

Il ritorno in Formula 1 Kimi Raikkonen lo deve ad Eric Boullier, fu proprio l’attuale team principal della McLaren-Honda a riportare il finlandese nel circus dopo la parentesi nei rally.

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Nel 2012, infatti, le strade dei due si incrociarono alla Lotus, scuderia con cui Kimi riuscì quasi a giocarsi il mondiale nel 2013 vincendo anche due gare. Un rapporto rimasto saldo quello tra Boullier e Raikkonen, a dimostrarlo sono le belle parole spese dal manager francese nei confronti del pilota della Ferrari: “Kimi è un pilota molto particolare, il suo stile di guida è simile a quello di Jenson Button – le parole di Boullier a F1i.com – è molto pulito, bravo a gestire le gomme, riesce a frenare in modo molto dolce portando più velocità in curva, un qualcosa che è difficile da vedere da un pilota nordico. Kimi è più sensibile di quanto possa sembrare al di fuori, sarebbe un errore pensarla al contrario.

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Un buon esempio è il GP di Abu Dhabi del 2012 quando era veramente eccitato per radio nei ringraziamenti dopo la sua vittoria, ma una volta sceso dalla macchina torna ad essere l’uomo di ghiaccio. Fa parte della sua personalità, è come una forma di protezione. La sua principale risorsa resta l’abilità nel correre, è molto chiara, la si può leggere come se avesse un gps nella sua testa. Mi ricordo nel GP di Ungheria 2012, dove ha iniziato la gara con un ritmo piuttosto lento, era circa nove secondi dietro al leader, Lewis HamiltonGli chiesi perché stava conducendo con un ritmo più lento di quanto potesse fare, lui non rispose, ha la strategia nella sua testa, è davvero straordinaria la sua sensibilità nel capire i cambiamenti della pista, la situazione del circuito, non ho mai visto nulla di simile. 

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Improvvisamente ha cominciato a segnare giri 1.5 secondi più veloce ed è rientrato a due secondi da Hamilton, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, la sua strategia funzionò perfettamente e terminò secondo”.

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