Conferenza Stampa Sara Errani – Il caso Puerta e quelle strane analogie, ‘Sarita’ si difende: “episodi diversi, ecco perchè” [FOTO]

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Durante la conferenza stampa di quest’oggi, Sara Errani ha risposto ad alcune domande in merito alle presunte analogie sul suo caso e la squalifica di Mariano Puerta

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Conferenza stampa Sara Errani: le analogie con il caso Puerta – Durante la conferenza stampa di quest’oggi, nella quale Sara Errani ha chiarito la sua posizione in merito al caso doping, alla tennista è stata rivolta un’interessante domanda riguardante alcune analogie in merito al suo caso e alla squalifica di Mariano Puerta. Esaminando i due casi in effetti, si ritrovano alcuni elementi comuni. Il tennista risultò positivo all’etilefrina, subendo una condanna di 8 anni (per recidiva, nel 2003 fu condannato per essere stato trovato positivo al clembuterolo). Puerta fece ricorso e il tribunale accettò la sua tesi, ovvero quella di aver ingerito accidentalmente la sostanza bevendo dal bicchiere della moglie, che stava prendendo una medicina per scopo terapeutico. E il quantitativo di etilefrina trovato nel suo corpo era talmente poco che era impossibile alterare la prestazione sportiva”, si legge nella sentenza.

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Conferenza stampa Sara Errani: le analogie con il caso Puerta – Modalità simili al caso di Sara Errani, nel quale il tribunale ha creduto all’ingerimento involontario di una quantità minima di ‘letrozolo’, presente in una pastiglia utilizzata dalla madre a scopo terapeutico, venuta accidentalmente a contatto con del cibo. La Errani ha precisato che, nonostante non conosca il caso Puerta, lei non abbia mai violato le regole antidoping e la sua sostanza non aumenti le prestazioni sportive di un’atleta di sesso femminile “Io non conosco assolutamente il caso Puerta. – ha chiarito la Errani – Posso guardare il mio caso e i fatti che sono stati decisi dal Tribunale e che quindi non sono una mia opinione personale. La contaminazione del cibo è stata la causa della mia positività al test, l’ingestione involontaria di cibo contaminato è stata l’unica ipotesi possibile perché abbiamo eliminato tutte le altre. Non ci sono prove che io abbia violato le regole dell’antidoping, testimoniato dal fatto che l’ingestione della sostanza è stata involontaria, unica, non ripetuta ed inferiore ad una singola pillola come dimostra il test del capello e non ci sono prove che la sostanza contenuta nel cibo contaminato migliori le prestazioni atletiche di una tennista di sesso femminile”.

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