Azarenka, mamma o tennista? La lotta per la custodia del figlio mette a rischio gli US Open e Vika si sfoga sui social [LETTERA]

La lunga lettera di Vika Azarenka ai fan: la tennista bielorussa spiega le motivazioni che quasi certamente le impediranno di partecipare ai prossimi US Open

E’ quasi certo che Vika Azarenka non parteciperà ai prossimi US Open. La tennista bielorussa, tornata da poco in campo dopo la nascita del piccolo Leo, deve adesso lottare per una causa ben più importante di una partita o di un torneo di tennis: la custodia di suo figlio.

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Vika’ è infatti impegnata in una battaglia legale con l’ex compagno Billy McKeague, dal quale si è separata di recente, per l’affidamento del piccolo Leo che adesso vive col padre a Los Angeles grazie alla decisione di un tribunale della California e ciò le impedirà quasi sicuramente di partecipare all’ultimo Slam dell’anno.

La Azarenka si è sfogata oggi sui social, con una lunga lettera, nella quale racconta tutte le sensazioni che sta vivendo in questo momento per lei così difficile, spiegando le difficoltà di lavorare essendo madre, ma raccontando tutta la sua motivazione a riuscire a conciliare le due cose.

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I miei incredibili tifosi e amici che mi hanno sostenuto durante la mia carriera meritano di sapere perché potrei non giocare gli US Open quest’anno. Il giorno in cui mio figlio Leo è nato, a dicembre dello scorso anno, è stato di gran lunga il più felice della mia vita. Ora ho un nuovo apprezzamento per come le nuove mamme e i nuovi papà gestiscono le tante responsabilità nell’avere una famiglia. Tuttavia, come la maggior parte delle donne che lavorano, nonostante il mio amore incondizionato verso mio figlio, sto affrontando una situazione difficile che potrebbe impedirmi di tornare a lavorare subito.

LaPresse/EFE – Victoria Azarenka

A marzo in Bielorussia, col supporto della mia famiglia, ho iniziato a lavorare per realizzare l’obiettivo del ritorno nel circuito tennistico per competere ad un alto livello a partire dal 31 luglio. Sono stata in grado di tornare presto, a metà giugno a Maiorca prima di Wimbledon. Poco dopo, il padre di Leo e io ci siamo separati e abbiamo lavorato per risolvere alcune faccende legali. Per come stanno le cose ora, l’unico modo che mi consentirebbe di giocare gli US Open quest’anno è lasciare Leo in California, cosa che non voglio fare.

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Alternarsi tra l’avere un bambino e una carriera non è facile per nessun genitore, ma è una sfida che voglio affrontare. Sostengo le mamme e i papà che continuano a lavorare, non vorrei mai che nessuno si trovasse nella situazione di dover scegliere tra l’avere un figlio o lavorare. Spero che la situazione si risolva presto in modo da poter tornare a competere. Rimango ottimista sul fatto che nei prossimi giorni io e il padre di Leo possiamo fare dei passi nella giusta direzione per lavorare effettivamente come squadra e arrivare a trovare un accordo che permetta a tutti noi tre di viaggiare e a me di competere, ma – cosa più importante – assicurare a Leo una presenza costante da parte dei suoi genitori”.

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