Atletica – Fiona May senza pietà sui Mondiali di Londra della Nazionale italiana: “un declino pazzesco, ho visto gente che…”

Foto Piero Cruciatti / LaPresse

Ai Mondiali di Londra 2017 è debacle italiana, l’ex campionessa del salto in lungo Fiona May commenta la prestazione degli azzurri alla competizione iridata senza pietà

Gli ultimi Mondiali di atletica leggera hanno messo in mostra come l’Italia in questa specialità ha toppato. Un lento declino che alla fine ha portato la Nazionale azzurra a Londra 2017 ha racimolare una sola medaglia di bronzo nella marcia con Antonella Palmisano. A commentare la misera prestazione dell’Italia l’ultima azzurra capace di vincere un oro ad una competizione iridata dell’atletica. Fiona May ha espresso il suo parere alla Gazzetta dello Sport ammettendo con rammarico: “l’atletica italiana stavolta ha davvero toccato il fondo. Una volta facevamo la corsa su Francia e Polonia, oggi non le vediamo più e siamo sistematicamente superati dall’Olanda e ora perfino dal Belgio. Mi piange il cuore, ma da quanto tempo ci diciamo le stesse identiche cose? Dieci anni? No, forse addirittura quindici”.

LaPresse/Fabio Cimaglia

“Il sistema è sbagliato, profondamente sbagliato. – svela l’ex campionessa di salto in lungo – Non bastano correttivi, serve ripartire da zero. Se non cogliamo l’occasione nemmeno a questo giro, staremo sempre qui a sperare nell’exploit del Tamberi o della Palmisano di turno. La federazione si riappropri dei centri di preparazione olimpica, che una volta rappresentavano l’eccellenza italiana”.

“La Fidal ne prende tanti dal Coni (soldi, n.d.r.), – dice Fiona May – è una delle federazioni più ricche in Europa. Io non so come vengano impiegati e non lo voglio sapere. So soltanto che in Inghilterra, dove mi trovo in questo momento, sei medaglie non sono bastate a giustificare un investimento di 27 milioni di sterline e piovono critiche da tutte le parti. Ma perché dobbiamo consentire ad atleti che puntualmente si rivelano mediocri di allenarsi dove vogliono? È ora di finirla con questo atteggiamento, per diventare campioni bisogna essere disposti a fare i sacrifici che ho fatto io e che oggi vedo fare a mia figlia Larissa, altrimenti si sta a casa a fare altro e si lascia il posto a chi ha fame di arrivare”.

Io dico solo che ci vuole più grinta, – ribadisce la sportiva – in pista bisogna metterci anche un po’ di palle, quelle che ha avuto Tamberi di presentarsi e provare ad essere competitivo nonostante gli infortuni, ma è l’unico. I nostri ragazzi pensano che sia facile arrivare a vincere una medaglia? Che non serva anche un po’ di determinazione nei momenti decisivi. Credetemi, non è così”. Fiona May se la prende con gli atleti visti in gara a Londra: “con quelli che vanno ai Mondiali e sono soddisfatti di aver superato un turno e arrivano alle interviste tutti sorridenti. È incredibile, io al loro posto mi vergognerei. Ma l’errore è di chi li fa andare ai Mondiali. Hai talento per emergere? Ti seguo e ti sostengo, investo su di te. Non ce l’hai e nel passaggio da giovane a senior non migliori? Arrivederci e grazie. Se concentriamo le risorse sui migliori giovani che abbiamo, forse li aiuteremo a diventare dei campioni. È così difficile da capire? O vogliamo continuare a investire su quarantenni che al massimo con un miracolo ottengono un posto in finale?”.

“Siamo usciti dall’ultimo Europeo Under 23 – continua – con tre ori e otto medaglie complessive: ora, per favore, ripartiamo da questi ragazzi e facciamone degli atleti completi in grado di competere ai Giochi di Tokyo”. Sui Mondiali di Londra poi ammette: “ben organizzati, pieni di pubblico e molto appassionanti. Ma al netto del clima, che ha inciso e non poco, il calo delle prestazioni, che in certi casi ci ha riportato indietro addirittura di trenta anni, dovrebbe farci riflettere. Tra gare indoor e all’aperto, Europei e Mondiali, giovanili, under e senior, forse costringiamo questi atleti a partecipare a troppe competizioni. Così le prestazioni ne risentono”.”Piuttosto mi chiedo perché in questi sedici anni non abbiamo trovato un’italiana in grado di saltare sette metri. – come fede proprio Fiona May a Edmonton il  7 agosto 2001 – Io aspetto fiduciosa, ma ripeto: dobbiamo ripartire da zero, senza pietà”. 

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