Mondiali Budapest 2017 – Matteo Giunta, le lacrime della rivincita e l’avviso alla Pellegrini: “da velocista non farà meno fatica! E su Fede e Filo…”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Matteo Giunta avvisa Federica Pellegrini dopo l’annuncio dell’addio ai 200 stile libero

Una vittoria da sogno, quella di due giorni fa di Federica Pellegrini nei 200 stile libero ai Mondiali di nuoto di Budapest 2017. La Divina ha lasciato tutti doppiamente di stucco, prima per la medaglia d’oro che nessuno si aspettava potesse vincere, successivamente per l’annuncio d’addio ai 200 stile libero.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Un successo che ha fatto piangere di gioia molte persone, tra queste anche Matteo Giunta, allenatore della Pellegrini, che si è preso la sua rivincita dopo tante critiche: “solo io e Fede sappiamo cosa abbiamo fatto, quant’è stata dura. Dal 2013 ho fatto l’abitudine a tutte le voci, ora so come reagire, le spalle sono più larghe e tutto scivola via più facilmente. Dicevano che non fossi adatto a fare l’allenatore, che non fossi la persona giusta, che non avessi esperienza. Le solite critiche già parzialmente smentite dopo gli argenti di Kazan: finalmente molte persone devono rimangiarsi quello che hanno detto su di me. E in quanto alla coppia, è chiaro che quando le cose vanno bene aiuta nel lavoro e viceversa. Io ad aprile ho ritenuto necessario che Fede e Filo si allenassero separatamente per ritrovare serenità. Il resto sono fatti loro“, ha dichiarato, come riportato da La Gazzetta dello Sport.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Lei può andare oltre i limiti, anche contro madre natura. Se nei 100 un anno fa fece al Settecolli 53”1 senza prepararli vuol dire che la base c’è. Di sicuro qualcosa di buono farà, dentro di sé lei pensa che si debba cambiare completamente tipologia di allenamenti. In realtà non è così, non sarà la bella vita dei velocisti. Gli allenamenti saranno duri: servono costanza e determinazione, che non mancano di certo a Fede. Nel nuoto se non lavori duro non vai da nessuna parte. Rispetto al 2012 nei 100 i tempi sono mostruosamente più bassi, da sprinter puri. Ma con la sua voglia, talento e testa non ci saranno problemi. Io devo sostenere le sue scelte, faremo un anno alternativo, per respirare, dopo due molto logoranti fisicamente ed emotivamente. E intanto godiamoci questo momento pazzesco”, ha aggiunto Giunta sulla decisione di Federica di dedicarsi alla velocità.

Gian Mattia D’Alberto

Le finali sono gare a sé, il fato ha voluto che si invertissero le situazioni negative di Rio, dove siamo arrivati forse con troppe aspettative dopo una grandissima stagione. Fede stavolta è stata più tranquilla, ha gestito la gara perfettamente. E’ stata un’esplosione di emozioni fortissime”, ha continuato l’allenatore della Divina, prima di spiegare come ‘funzionano’ i loro allenamenti: “è talmente esigente e critica su se stessa che non devo neanche arrabbiarmi. Lei sa che per vincere contro certi squali deve dare quel qualcosa in più: ogni giorno supera i suoi limiti. Fede si galvanizza a rimontare, se fosse rimasta al passo con la Ledecky non avrebbe vinto. Stavolta aveva qualcosa di più, quella rabbia che si portava da Rio”.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Una gara emozionante che Matteo Giunta ha visto e rivisto: “l’ho vista e rivista questa gara incredibile mercoledì notte, poi a un certo punto ho smesso perchè mi veniva da piangere e comunque ho fatto tanta fatica ad addormentarmi“, ha ammesso al Corriere dello Sport.

Mentre sull’annuncio dell’addio ai 200sl ha concluso: “ne avevamo parlato alla vigilia del Mondiale ma, come sempre, lei è imprevedibile e quella dichiarazione ha lasciato un po’ di stucco anche me. Ne parleremo ancora perchè non è così automatica l’equazione velocità uguale a meno fatica. Io quando ho smesso di nuotare ero felice perchè non avrei dovuto più soffrire in allenamento, poi sono iniziati altri tipi di sofferenza e non è detto che siano meglio. Vedremo“.

Valuta questo articolo

Nessun voto.
Please wait...


FotoGallery