Dalla morte del padre al bronzo, il riscatto di Alessandro De Rose tra tuffi dal cielo ed umiltà: “continuerò a fare il cameriere”

  • LaPresse/Reuters

    LaPresse/Reuters

  • LaPresse/Reuters

    LaPresse/Reuters

  • LaPresse/Reuters

    LaPresse/Reuters

  • LaPresse/Reuters

    LaPresse/Reuters

  • LaPresse/Reuters

    LaPresse/Reuters

  • Marco Alpozzi /LaPresse

    Marco Alpozzi /LaPresse

  • Marco Alpozzi /LaPresse

    Marco Alpozzi /LaPresse

  • Marco Alpozzi /LaPresse

    Marco Alpozzi /LaPresse

  • LaPresse/XinHua

    LaPresse/XinHua

/

Alessandro De Rose, dalla storia travagliata di un ragazzo calabrese qualsiasi segnata dalla morte del padre alla rivalsa sul tetto del mondo dei tuffi dalle grandi altezze

Ieri i Mondiali di Nuoto non ci hanno regalato emozioni solo in vasca, anche i tuffatori dalle grandi altezza hanno dato spettacolo di fronte alla magnificenza del Parlamento ungherese. Da 27 metri di altezza il calabrese Alessandro De Rose, dopo la vittoria ai Red Bull Cliff Diving 2017 di Polignano a Mare, si è aggiudicato la medaglia di bronzo stupendo proprio tutti.

Una storia travagliata quella del tuffatore cosentino che ha portato sul tetto del mondo l’Italia in una specialità così particolare e spettacolare. De Rose dopo aver incominciato a tuffarsi da bambino è stato costretto a smettere. Cosa l’ha spinto a ciò nonostante la forte passione per la disciplina? La morte del padre ha sconvolto l’esistenza di Alessandro che ha dovuto rimboccarsi le maniche per riuscire a continuare la sua carriera nei tuffi.

Una tragedia che ha costretto De Rose senza più sostentamento ad infilarsi in una vita spericolata, a tatuarsi la parola vendetta sulla parte lombare del suo corpo accompagnata da sue pistole ed a farsi imprimere sulla pelle anche un’ascia che gli squarcia la pelle. Quest’ultimo tattoo ha un significato ancor più profondo. L’ascia infatti è a ricordo degli atti autolesionisti che Alessandro dopo il decesso del padre si infiggeva sui polsi.

“Appena torno a Cosenza gli porterò la medaglia sulla tomba, sarà orgoglioso di me, come mia mamma”, svela però oggi raggiante di gioia il tuffatore amico della medaglia di bronzo, sempre ai Mondiali di Budapest, Giovanni Tocci. Proprio quest’ultimo ha ammesso a riguardo: “se ho cominciato a fare il tuffatore quando avevo sei anni lo devo a lui, che vedevo nella piscina a Campagnano tra Cosenza e Rende, pazzariello lo è sempre stato, ma è sempre stato anche educato, sorridente, dall’enorme forza di volontà. Lo stimo tanto, perché è stato ostinato nella vita e ce l’ha fatta nello sport, perché s’è impegnato tanto”.

De Rose poi ha un asso nella manica in più. L’allenatrice-fidanzata Nicole Belsasso lo segue e lo incita come potrebbe fare solo un’allenatrice innamorata del proprio allienvo. “Di lei mi fido. – ha svelato Alessandro –  Non so gareggiare e mi sottovaluto, questo è il mio problema”. Anche la sua  mental coach, Consuelo Manfredi lo ha spronato fino alla fine però. “Il nervosismo mi ha mangiato lo stomaco”, racconta il tuffatore. “Per arrivare sin lassù devi fare un cammino, un passo alla volta. Io ho avuto regolarità, e questa location mi ha fatto venire la voglia di andare bene”, ha detto alla Gazzetta dello Sport.

Consuelo mi diceva di tenermi sempre in equilibrio — ha affermato Alessandro De Rose resta tranquillo, cerca di avere un equilibrio sempre, anche dopo, anche dopo il settimo posto “fai quel che puoi”. E la cosa ha funzionato. Ero rilassato alla fine, ero alla fine della mia maratona con la mente. I tuffi sono la mia droga”. “Ma questa vale di più, qui siamo ai Mondiali” , ha detto parlando della vittoria di Polignano a mare. Come ho fatto? Volando basso, provando ad essere come sempre umile. E pian piano i risultati sono venuti fuori. In questo sport ci vuole quel passo che ti fa andare oltre la follia per lanciarsi da quell’altezza ma poi diventa uno sport molto tecnico. Più che follia ci vuole tanto allenamento”. “Un ragazzo semplicissimo ed umile che per vivere continuerà a fare il cameriere ed è venuto qui a fare solo ciò che ama“, ha detto infine autodefinendosi.

This slideshow requires JavaScript.

FotoGallery