L’ultimo tuffo di Tania Cagnotto: “dopo Londra le persone mi abbracciavano piangendo, diventare mamma? Con calma!”

LaPresse/Mauro Ujetto

Tania Cagnotto l’ultimo tuffo a Londra e le incredibili emozioni di tutta la sua carriera, tra delusioni e grandi soddisfazioni

La delusione di Londra mi è servita più di quanto pensassi: senza non sarei diventata quella che sono oggi. Mi ha fatto crescere, anche a livello mentale, da lì in poi sembrava tutto già scritto, un destino che mi ha fatto poi chiudere in bellezza“. Così Tania Cagnotto nel giorno del suo ultimo tuffo agli Assoluti di Torino.

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Non dimenticherò mai nella mia vita l’oro mondiale, ogni volta che vedo quelle immagini mi viene la pelle d’oca – spiega a Skysport24 la fuoriclasse bolzanina, vincitrice di un argento ed un bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro – Tante sono state le persone importanti, i miei genitori, lo staff tecnico, la finanza, che mi ha sempre sostenuto e senza la quale non sarei mai arrivata qui, e, inutile dirlo, la federazione. Se ho dei rimpianti? Avevo il rimpianto di Londra, ma è semplicemente successo e ora non ne ho, tutto è andato come speravo“.

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Cagnotto, figlia d’arte, lunedì compirà 32 anni. Il suo futuro, fuori dalle gare, potrebbe essere da tecnico, magari nella nazionale giovanile: “La voglia c’è, me ne sono accorta già nell’ultimo anno che mi piaceva poter trasmettere qualcosa ai compagni di squadra e ai giovani. Sono fiera di essere riuscita ad appassionare le persone, nel bene e nel male. Dopo Londra giovani ed anziani mi abbracciavano piangendo, è una delle cose che più mi ricorderò.

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Unitasi in matrimonio lo scorso settembre con Stefano Parolin, la tuffatrice europea più vincente di sempre vuole ora affrontare ogni step con serenità. “Diventare mamma? Non posso e non voglio programmare almeno questo nella vita. Ho bisogno di godermi la vita e di un po’ di tregua. In futuro sì, e vorrei anche più di un figlio, ma con calma, senza fretta…“. (ITALPRESS).

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