Michele Scarponi, il racconto shock di un testimone: “ho visto l’autista dopo lo schianto, era disperato”

LaPresse/Cristian Ballarini

Un testimone incontrato da un inviato della Gazzetta dello Sport ha svelato di aver visto l’autista del furgone che ha ucciso Michele Scarponi battere violentemente la testa contro il muro dopo l’incidente

Una morte tragica, difficile da prevedere e ancor di più da comprendere. Michele Scarponi non c’è più, portato via da un destino assurdo e crudele che nessuno ha voglia di accettare.

michele Scarponi 2002Famiglia, amici, tifosi e addetti ai lavori, tutti provano a ricordare Michele con una foto, un pensiero o semplicemente un sorriso, perchè così lui ci avrebbe detto di descriverlo. Brillante e simpatico, come pochi al mondo. Da due giorni, però, quel sorriso si è spento improvvisamente, lasciando sgomenti tutti coloro che per quel sorriso vivevano, in particolare la sua famiglia, affranta da un dolore lancinante e profondo. Intanto, nei corridoi dell’ospedale ‘Le Torrette’, la Gazzetta dello Sport ha intercettato un uomo che ha vissuto in prima persona gli attimi successivi allo schianto. Abitando a pochi centimetri dall’incrocio della morte, questo ‘quasi’testimone’ è stato quello che ha visto per primo la tremenda scena. “Ho visto il conducente, era lì che batteva la testa al muro a ripetizione, era disperato – le parole rilasciate all’inviato della Gazzetta dello Sport diceva qualcosa del tipo: sono morto anch’io“. Parole forti, utili per descrivere un uomo lacerato dentro che, quel sabato mattina, non si sarebbe mai aspettato di spezzare, inconsapevolmente, la vita di Michele Scarponi.

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