Cori razzisti contro Muntari, il racconto surreale del ghanese: “ecco come anche un bambino m’insultava”

LaPresse/Jennifer Lorenzini

Sulley Muntari vittima di razzismo nel corso della partita tra il Cagliari ed il suo Pescara, ecco il racconto surreale dei cori a lui rivolti

Dopo l’ennesimo episodio di razzismo sui campi italiani parla il diretto interessato. Mentre si disputava il match tra il Pescara e il Cagliari, vinto dalla squadra rossoblù per una rete a zero, infatti Sulley Muntari è stato fischiato e sono stati fatti contro la sua persona cori razzisti. Il ghanese ribellandosi ha protestato contro l’arbitro che l’ha punito ammonendolo per proteste. Il calciatore del Pescara però ha reagito a ciò abbandonando il campo da solo e lasciando i suoi in 10 uomini.

Avete visto tutti quello che è successo. I tifosi facevano i cori durante il primo tempo. – racconta Muntari come riporta gianlucadimarzio.com – C’era un bambino piccolo che li faceva con i genitori vicino. Allora sono andato lì e gli ho detto di non farlo. Gli ho dato la maglia, per insegnare che non si fanno queste cose. Serve dare esempio per farli crescere bene”. “Poi nel secondo tempo – continua – è successo con la loro curva e ho parlato con l’arbitro. E lì mi ha fatto inca… Mi ha detto che non dovevo parlare con il pubblico. Gli ho chiesto ‘ma tu non hai sentito?’ Ho insistito dicendogli che doveva avere il coraggio di fermare la partita. L’arbitro non serve solo a stare in campo e fischiare, deve fare tutto. Anche sentire queste cose ed essere da esempio”.

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