Atletica, Fabrizio Donato e quel curioso appello a Totti: “vorrei sfidarlo a calcio-tennis”

Fabrizio Donato LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Fabrizio Donato svela il segreto della sua longevità sportiva, lanciando poi un appello a Francesco Totti

Quattro atleti e tre capitoli della storia dell’atletica italiana tra passato, presente e futuro. Oggi nello stesso posto, il Centro Sportivo Fiamme Gialle di Castelporziano (Roma) erano tutti lì, a pochi passi l’uno dall’altro: Fabrizio Donato (40 anni), bronzo olimpico del salto triplo reduce dalla splendida medaglia d’argento agli Europei Indoor di Belgrado, insieme ai due astri nascenti Filippo Tortu (18 anni, argento mondiale under 20 dei 100 metri) e Filippo Randazzo (20 anni, settimo nel lungo ai recenti Euroindoor).

Gian Mattia D'Alberto

Gian Mattia D’Alberto

In prima fila un campione di sempre della velocità azzurra, Pierfrancesco Pavoni, argento agli Europei del 1982 nei 100 metri e poi secondo anche ai Mondiali di Helsinki 1983 nella 4×100 che schierava in quarta frazione il mito Pietro Mennea. Una carriera in cui lo sprinter romano classe 1963 si è messo al collo due argenti agli Europei Indoor (1987 e 1990) e due bronzi ai Mondiali al coperto (1987 e 1989) sempre nei 60 metri. All’incontro con la stampa erano presenti anche il Comandante del Centro Sportivo Fiamme Gialle, Gen.B. Raffaele Romano e il presidente FIDAL Alfio Giomi, affiancato dal presidente onorario Gianni Gola, dal vicepresidente federale Vincenzo Parrinello e dall’Assistente del Direttore Tecnico dell’Alto Livello Roberto Pericoli.

Filippo Tortu“Per me questo è un periodo magico – esordisce Fabrizio Donato – in cui i miei sogni continuano ad avverarsi. Anche se forse il salto della vita forse è quello che deve ancora arrivare. Mi fa molto piacere dare il benvenuto tra i grandi – aggiunge Fabrizio con piglio da vero capitano – a Randazzo e Tortu che rappresentano il futuro delle Fiamme Gialle e dell’atletica italiana”. Non c’è giorno che qualcuno non chieda all’infinito Donato il segreto della sua longevità sportiva: “non so se ci sia un segreto, ma credo che sia importante avere sempre nuovi stimoli. Seguo un’alimentazione molto proteica, prima di Belgrado non ho mangiato pasta per due mesi. Più che di dieta, mi piace parlare di educazione alimentare”. In archivio la stagione indoor, lo sguardo va già verso quella all’aperto e anche più oltre.

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“Dopo una settimana di rigenerazione, ho già ricominciato ad allenarmi. Stamattina alle 9 eravamo in palestra con Andrew (Howe, ndr) perché non posso permettere al mio motore di fermarsi e questa esperienza come atleta-coach mi sta dando tantissimo. Non mi pongo limiti anche perché 6 Olimpiadi nell’atletica non le ha mai fatte nessun italiano… chissà?” Nel frattempo Donato ha lanciato una simpatica sfida ad un altro big dello sport nazionale, Francesco Totti il capitano della Roma con cui condivide anche l’anno di nascita (1976). “Totti è un grandissimo campione che ammiro e apprezzo per le sue capacità e la sua determinazione perché ancora oggi quando entra in campo fa la differenza. Mi piacerebbe incontrarlo per condividere le nostre esperienze sportive e magari invitarlo per una partitella a calcio-tennis, una specialità in cui non vi nascondo che me la cavo molto bene!”

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