Atletica, Sandro Donati torna all’attacco: clamorose rivelazioni sul caso Schwazer!

LaPresse/Fabio Cimaglia

Ospite di Sport2000, Sandro Donati ha parlato del caso Schwazer, facendo riferimento a situazione davvero inquietanti

Oggi non rilancerei la sfida sportiva insieme ad Alex Schwazer, questo per non mettere lui ed io nei guai. Cercherei piuttosto di aiutarlo in maniera più riservata affidandolo ad un’altra persona che non attiri su Alex odio e volontà di distruggerlo“.

LaPresse/Claudia Fornari

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Lo ha detto l’allenatore di atletica leggera, Sandro Donati, ospite di ‘Sport2000‘ il programma sportivo di Tv2000 condotto da Giampiero Spirito. “Schwazer alle Olimpiadi – ha ribadito Donati – avrebbe stravinto tutte e due le gare come aveva fatto al campionato del mondo di Roma dando un chilometro di distanza al campione olimpico. La verità è che io e Schwazer avremmo dato una riscrittura totale della marcia, l’avremmo portata ad un altro livello. Anche questo non c’è stato perdonato e permesso. Lo scandalo dei russi – ha osservato Donati tornando alla squalifica per doping del marciatore azzurro – dimostra in maniera chiara che aprivano e chiudevano le provette senza lasciare traccia.

LaPresse/Fabio Cimaglia

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Quindi la questione raccontata dal sistema sportivo delle provette non manomissibili era una storiella. Temevo agguati – ha aggiunto Donati – perchè alcune minacce erano arrivate di ogni genere possibile e immaginabile, ma non sull’ antidoping. Non c’è modo di proteggersi. Il sistema dell’antidoping è nelle mani delle istituzioni sportive. Davo per scontato che le istituzioni sportive fossero corrette. Ma nella realtà non c’è nessuna garanzia per impedire determinati misfatti e soprattutto per mettere una persona nella condizione di difendersi da un’eventuale manomissione. Lo ripeto: le provette sono manomissibili. In questa storia – ha concluso Donati – la presenza dei russi non è affatto lontana: ho ricevuto delle e-mail inquietanti di cui si è anche occupata la Direzione nazionale Antimafia e i magistrati della Procura di Roma e di Bolzano in cui veniva fatto espresso riferimento al ruolo che avevo avuto nella vicenda dei russi.

Lapresse/Giorgio Perottino

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Lì vi era una situazione paradossale: venivo descritto come colui che aveva aiutato i russi ad insabbiare il doping. La cosa è ridicola. L’ho inteso come un messaggio che mi diceva: ‘Attenzione che noi sappiamo che ti sei interessato dei russi’. Queste lettere sono iniziate il 28 aprile, il giorno in cui Schwazer finiva la squalifica. C’erano degli annunci chiarissimi. E il controllo del 1° gennaio non ha precedenti, non esistono controlli a sorpresa a Natale o Capodanno. In questa vicenda la stranezza è quel controllo, non Schwazer“. (ITALPRESS)

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