Pirlo, quanto veleno su Antonio Conte: “Mls poco allenante? Ha convocato azzurri dalla Cina…”

LaPresse/Fabio Ferrari

Intervistato da ‘La Repubblica’, Andrea Pirlo ha parlato di vari temi lanciando anche una frecciatina ad Antonio Conte

Lo chiamano “The Maestro” e ad Andrea Pirlo va benissimo così. “Bel soprannome, mi ci sono abituato. Domenica ho il raduno del New York City, poi il ritiro in Florida“, dice in un’intervista rilasciata a “La Repubblica” il campione del mondo del 2006.

LaPresse/Reuters

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Parla della stagione che sta per iniziare con l’entusiasmo di un ragazzino, eppure gli anni sono 37. “La mia ultima stagione? Vedremo. Per adesso c’è questa e me la voglio godere. Spero di finirla bene, poi vedrò come mi sento“. In passato ha detto che quando smetterà, resterà nel calcio. “Confermo. Ho ancora tanta passione, mi piace vederlo e parlarne, non sono nauseato o saturo. E’ la cosa che so fare meglio. Non so ancora in quale ruolo: dirigente, allenatore, chissà. Non puoi capirlo prima. Quasi tutti i miei ex compagni che hanno smesso oggi allenano. E sono appassionatissimi. Nesta allena a Miami: lo vedo spesso. Diceva: non farò mai l’allenatore. Ora è malato del mestiere. E anche Gattuso, a Pisa, finalmente è contento“.

LaPresse/Piero Cruciatti

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Paolo Maldini, invece, non allena: “so che ha in testa tante idee e invece rimane fermo. Campioni come lui ce ne sono stati pochi, vorrebbe trasmettere quello che lui è stato per il Milan. E’ un peccato. Io nel Milan cinese? Sto ancora giocando e non sarei in grado di dare una mano a una società. In futuro vedrò“. Gli italiani, calciatori e allenatori, emigrano con successo: “finalmente l’abbiamo capito: il calcio non si gioca solo in Serie A. Abbiamo imparato che esistono anche altri modi di vivere questo sport. Qui è un altro tipo di vita. L’inglese. Un approccio al calcio più sereno. Era quello che cercavo. E poi sul campo si fa sul serio: se uno ha voglia di farsi una passeggiata, ha sbagliato posto. L’approccio degli americani con lo sport è più rilassato, senza giornali o trasmissioni in tv dove ci si scanna.

LaPresse/ Fabio Ferrari

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Finisco la partita e sto in pace fino alla settimana dopo. Il calcio qui è in costante crescita, è già diventato il terzo, dopo basket e football, con un numero di praticanti altissimo, tra bambini e ragazze. La Cina? Non conosco quel calcio, ma so che qui non è possibile quel tipo di investimenti. Nel professionismo americano ci sono regole su costi e ricavi, c’è il salary cap, senza che questo ostacoli la crescita tecnica“. Conte non riteneva allenante la MLS e infatti non ha convocato né PirloGiovinco per gli Europei: non era una mia priorità, altrimenti sarei rimasto alla Juve. Giovinco ha fatto bene a Toronto. Lo convocherei: la MLS non è diversa dal campionato cinese o belga, per dirne due dai quali sono stati pescati azzurri“. (ITALPRESS)

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