Ciclismo – A tutto Cassani: “se penso a Rio provo ancora dispiacere, ma la mia squadra ha fatto emozionare”

Daniele Leone/LaPresse

Davide Cassani ripercorre le Olimpiadi di Rio ed elogia il lavoro svolto da Gianni Moscon

nibaliIl 2016 del ciclismo italiano verrà ricordato per 2 avvenimenti: l’oro di Viviani alle Olimpiadi di Rio e la caduta, sempre in Brasile, di Vincenzo Nibali nella prova in linea. Una medaglia che poteva essere vinta agevolmente dal messinese, ma per colpa di quella scivolata a 11 chilometri dal traguardo il ciclista è stato costretto al ritiro. Davide Cassani torna a parlare di quella caduta: a distanza di qualche mese provo ancora un grande dispiacere. Ho portato una squadra che si è distinta, che ha fatto emozionare gli italiani e che si è giocata la medaglia olimpica. Non possiamo dire che colore perchè il sogno si è infranto a 11 chilometri dalla conclusione, – ha dichiarato il Ct dell’Italia ai microfoni di Sky -. La ferita olimpica si sta rimarginando, bisogna andare avanti e pensare ai campionati del mondo di quest’anno in Norvegia“.

Gianni Moscon 2Tra i tanti ciclisti che si sono dimostrati all’altezza c’è Gianni Moscon. Il corridore del Team Sky, insieme a Filippo Ganna e Sonny Colbrelli, è il futuro dell’italbici e questo Cassani lo sa bene: Moscon si è distinto lo scorso anno. Sono felice che sia al Team Sky perchè può migliorare molto. Ha un programma di riguardo e i tecnici si sono accorti del potenziale che possiede, – continua -. Quest’anno farà tutte le grandi classiche e questo significa che loro credono in lui. In passato ha rischiato di vincere il Giro delle Fiandre e un campionato del mondo. È veramente forte, ma lo sapevamo”.

gran fondo davide cassani 4Il ciclismo sta vivendo un momento particolare, e quest’anno sarà senza squadre italiane nella categoria WorldTour.
La Lampre ha abbandonato il ciclismo e ha lasciato un enorme vuoto nei cuori degli appassionati. Cassani analizza questo periodo strano per le aziende nel mondo a due ruote: “noi siamo stati bravi in passato e abbiamo avuto tante squadre quando il ciclismo era poco costoso. Si riuscivano a costruire formazioni sfruttando pienamente il patrimonio, – conclude . Adesso per avere una squadra ProTour servono 20-25 milioni di euro e sponsor del genere non li abbiamo mai visti in Italia se non in passato (Mapei e Fassa Bortolo ndr). Il ciclismo si è globalizzato e le aziende italiane si devono rendere conto che il vento è cambiato”.

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