Martedi 6 Dicembre

Tragedia Chapecoense: 20 corpi identificati, ecco le condizioni dei superstiti

LaPresse/REUTERS

20, al momento, i corpi identificati dopo lo schianto aereo di Medellin. Le autorità stanno lavorando senza sosta

Il dolore è ancora forte ma in Colombia le autorità locali e quelle brasiliane lavorano senza sosta per recuperare i corpi dai rottami dell’aereo precipitato ieri su cui viaggiava la Chapecoense. Già 20 dei 71 corpi sono stati identificati e si stanno già programmando le operazioni per il rimpatrio delle salme.

Da capire se verranno tutti portati a Chapecò dove il club ha manifestato la volontà di allestire una camera ardente collettiva nel proprio stadio, l’Arena Condà, o se saranno trasportati ognuno nella propria città d’appartenenza. L’ultima parola spetterà ai familiari.

LaPresse/EFE

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Per quanto riguarda i sei superstiti, il difensore Neto – l’ultimo a essere salvato – è stato operato d’urgenza a Medellin e le sue condizioni restano gravi ma stabili: le prossime 48 ore saranno decisive. Al portiere Follmann hanno invece dovuto amputare la gamba destra. Stabile infine l’esterno Ruschel, operato alla colonna vertebrale: sembra scongiurato il rischio paralisi. Il giornalista Rafael Henzel, che ha riportato la frattura di diverse vertebre, sarà sottoposto a intervento una volta migliorati i problemi al polmone. Buone notizie sulla hostess Ximena Suarez, che ha riportato una frattura (tibia e perone) alla gamba destra e una al braccio.

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Intanto emergono nuovi dettagli sull’incidente. Juan Sebastian Upegui, copilota dell’aereo Avianca 9253, che in quel momento stava sorvolando Medellin in attesa dell’autorizzazione per atterrare, ha raccontato l’ultima conversazione fra la torre di controllo e il pilota del volo boliviano, che ha prima lamentato un problema di carburante e poi un black-out elettrico.

“‘Aiutateci, aiutateci, coordinate, coordinate per raggiungere la pista, coordinat…’. E li’ la comunicazione si interruppe – le sue parole – E la torre di controllo: ‘Rispondete, rispondete’. La situazione era pesante e la torre di controllo capi’ che si era messa male. Noi ci siamo messi a piangere nell’aereo“.

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“Globoesporte”, invece, ha rivelato che altre dieci persone erano sopravvissute allo schianto, fra cui il portiere Danilo, ma nessuna di loro è riuscita a resistere alle ferite. Dopo quelle brasiliane, intanto, anche le squadre argentine hanno dato la propria disponibilità a cedere in prestito i propri giocatori per aiutare la Chapecoense a rimettere in piedi un nuovo gruppo. Del quale però non farà parte il terzo portiere Nivaldo, 42 anni e in forza al club dal 2006: sarebbe dovuto partire col resto della squadra ma il cambio di programma (partenza da San Paolo e non da Chapeco’) aveva spinto l’allenatore a lasciarlo a casa per fargli giocare giocare domenica la sua 300esima gara nel club contro l’Atletico Mineiro prima di appendere i guantoni al chiodo. Ma Nivaldo ha preferito smettere subito. Troppo forte il dolore per la perdita dei suoi amici. (ITALPRESS).