Lunedi 5 Dicembre

Tennis – Parla Pepe Imaz, il ‘guru’ di Djokovic: “lavoro sulla testa di Nole: ecco come tornerà al top”

Sipa USA

Il ‘guru’ di Novak Djokovic, Pepe Imaz, ha spiegato alla stampa il ruolo che riveste nello staf del tennista serbo fra lavoro mentale e benessere fisico

LaPresse/Reuters

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È diventato famoso come ‘il guru’ che ha accompagnato Novak Djokovic a Parigi-Bercy, una figura legata alla meditazione e all’aspetto mentale della figura del serbo, ma adesso Pepe Imaz è uscito finalmente allo scoperto. Il ‘santone’ spagnolo, intervistato da Movistar Plus, ha chiaraito il suo ruolo all’interno dello staff di Nole: ristabilire la tranquillità mentale del tennista, caratteristica che Djokovic non sembra aver fatto fatica a riprendere. “La testa non credo che lo condizionerà quando sarà il momento di vincere e di tornare numero uno – ha spiegato Imaz – È concentrato a lavorare sul suo gioco e sullo stare bene con se stesso. L’aver perso il numero 1 lo accetta con tranquillità facendo i complimenti ad Andy. Dopo la finale persa per lui la vita è continuata, ho visto il momento in cui ha dato la buonanotte a Jelena e a suo figlio“.

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Imaz ha poi sottolineato come l’aspetto mentale sia fondamentale nella carriera di un campione come Djokovic e che, nonostante il talento e l’impegno, a volte i cali siano comprensibili, del resto siamo tutti esseri umani. Tutti quelli che hanno successo è perché mentalmente hanno una forza superiore ma in fin dei conti si tratta di essere coscienti del fatto che tutti siamo esseri umani – ha spiegato Imaz – Tutti abbiamo difetti, andiamo attraverso un’evoluzione e ciò ci porta a una crescita. E la cosa migliore di Novak è che lui è cosciente del fatto che vuole lavorare sul suo stato d’animo, cosa che fa da anni. E lui si sente sempre meglio. Se riesce a vincere ancora meglio ma se non riesce il benessere rimane la sua priorità. Arriva un momento in cui ogni persona deve accettare, questa è la chiave. Quando stai bene a livello mentale, le cose vanno meglio, e in caso contrario non così bene. Ma anche se stai meglio di tutti puoi avere dei cali. Bisogna comprendere che nessuno è una macchina“.