Domenica 11 Dicembre

Tennis, il rammarico di coach Perlas: “Fognini? Ecco perchè non è diventato un top 10”

LaPresse/Xinhua

Josè Perlas è tornato a parlare del rapporto con Fabio Fognini e del motivo per il quale l’azzurro non è mai riuscito ad entrare nella top 10

Fabio Ferrari - LaPresse

Fabio Ferrari – LaPresse

Dopo la separazione da Fabio Fognini, coach Perlas è tornato a parlare del rapporto con il tennista azzurro in un’intervista riportata da “TennisWorldItalia”. Il coach argentino e il tennista ligure si erano prefissati l’obiettivo di entrare in top 20, risultato ampiamente raggiunto nel 2013 quando Fabio arrivò addirittura in 13ª posizione. Risultato però mai mantenuto, ne migliorato. Da lì in poi infatti, Fognini è scivolato sempre di più nel Ranking, fino alla 50 posizione attuale che ha sancito la rottura del sodalizio con il coach argentino. Nel ricercare il motivo del mancato passaggio in top 10 di Fognini, Perlas ha indicato l’incapacità di mantenere uno standard così alto per diverso tempo.

LaPresse/Alfredo Falcone

LaPresse/Alfredo Falcone

Diventare un giocatore top 20 era l’obiettivo che si era fissato e che abbiamo ampiamente realizzato, e ciò mi dà grande soddisfazione. Il problema non era la top 20, era fare il passo successivoha raccontato Perlas a Punto de Break – Lì si è vista la vera difficoltà, fargli vedere che valeva la pena impegnarsi tanto per fare il salto. È stato capace di battere tutti i top player eccetto Djokovic e Ferrer, anche se ha portato entrambi al terzo set. Però sì, il fatto di non aver dato continuità a momenti di grande livello rimane una spina nel fianco… è un po’ particolare il mio percorso con lui. Normalmente quando ottieni grandi risultati, vuoi sempre ripeterli o anche migliorarli. Con lui è stato un po’ strano perché non è riuscito a mantenere quella carica necessaria per fare il passo successivo ed è lì che mi arrabbio: ci è mancato fare il salto per entrare in top 10, che è un obiettivo che mi pongo con tutti i giocatori che alleno. Potrebbe farcela nel 2017 migliorando i risultati nei Masters 1000 nei Grand Slam. Prima però bisogna salire in classifica, a Mosca ha dimostrato di poter essere in top 20. È questa la sfida che propongo, quella che mi sono sempre posto con lui”.