Martedi 6 Dicembre

Rugby: l’Italia torna al lavoro in vista del match contro gli All Blacks

LaPresse/Alfredo Falcone

L’Italrugby torna a lavorare sui campi dell’Acqua Acetosa in vista del match contro gli All Blacks a Roma

LaPresse/PA

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Mattinata dedicata al recupero ed alle skills prima della seduta collettiva per i trenta Azzurri convocati dal CT Conor O’Shea, che rimarranno a Roma sino a mercoledì prima di rientrate ai Club per gli impegni del week-end in PRO12, Top14 o – nel caso del solo Panico – nell’Eccellenza italiana. Per Mike Catt, assistente allenatore dell’Italia e responsabile dei trequarti, Campione del Mondo con l’Inghilterra nel 2003, la vittoria delle Zebre in Scozia venerdì sera è stato un primo passo verso le sfide d’autunno: “vincere è bello e piace a tutti, bisogna riconoscere allo staff tecnico delle Zebre ed ai giocatori il merito per aver portato a casa la vittoria dopo il raduno dei giorni precedenti ed il lungo viaggio per la Scozia” ha detto l’ex utility back e tecnico dei trequarti del XV della Rosa.

coach crowley benetton rugbyStiamo costruendo un ottimo rapporto con Benetton e Zebre, vincere è l’obiettivo comune, nostro come di Crowley e Guidi. Siamo tutti qui per dare ai giocatori gli strumenti per raggiungere l’obiettivo, poi la performance è nelle loro mani. Ma più strumenti diamo loro, più facciamo comprendere il perché di determinate scelte sul campo, più avranno possibilità di successo” ha detto Catt.

È innegabile che vi sia molto da fare, in campo e fuori dal campo – ha aggiunto Catt – e stiamo costruendo sulle basi che abbiamo posto durante il tour di giugno, grazie anche al rientro di alcuni tra i giocatori più esperti. Ognuno deve capire il proprio ruolo specifico in relazione al rugby che vogliamo giocare, dobbiamo crescere tutti insieme: allenatori, giocatori, Club” ha detto il tecnico anglosudafricano.

Aumentare la percentuale di realizzazione dei calciatori è il primo aspetto: abbiamo degli ottimi giocatori, davvero eccellenti, ma per vincere i test dobbiamo portare la nostra media realizzativa sui calci piazzati intorno all’80/90%. Diversamente, non è possibile vincere un test match. È un percorso, richiede tempo, non accade dall’oggi al domani”.

LaPresse/ Alfredo Falcone

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Sui test di novembre che vedranno impegnati gli Azzurri – attesi, dopo la sfida ai Campioni del Mondo, dai test del 19.11 a Firenze contro il Sudafrica e del 26.11 a Padova contro Tonga – Catt spiega: “tutti i test match sono difficili, ovviamente a cominciare da quello con gli All Blacks. Negli ultimi trent’anni non sono molte le squadre ad averli battuti. E questo accade perché gli All Blacks sono l’unica squadra a giocare bene vincendo con continuità. L’unica. Perché tutti capiscono completamente cosa stanno facendo sul campo, ed il motivo per cui lo fanno. E perché alle spalle hanno un intero sistema, tutto un Paese, che lavora con un unico obiettivo: far sì che la Nazionale di rugby sia, costantemente, la migliore al mondo”.

all blacksL’allenatore dei trequarti Azzurri è poi entrato nello specifico del gioco neozelandese: “non è vero che la Nuova Zelanda gioca soltanto palla in mano: calciano molto, ma lo fanno sempre nel momento giusto. Questo è capire completamente cosa si stia facendo”.

L’Italia – ha concluso Catt – ha dei buoni giocatori di rugby. Alcuni di altissimo livello internazionale, come ad esempio Parisse o Cittadini, altri giovani che stanno lavorando per diventarlo. Sta a noi dare loro tutti gli strumenti perché accada, ma sta a loro andare sul campo ed esprimersi, fare le scelte giuste. Ripeto, il nostro è uno sport semplice: le cose giuste, quando servono”.

Ci aspetta una sfida eccitante – ha concluso – il nostro lavoro è mettere insieme nel modo migliore tutti i pezzi del puzzle. Non vediamo l’ora di cominciare questa serie di test”.