Venerdi 9 Dicembre

Oncologia e passione per le moto. Il figlio racconta Umberto Veronesi: “filava via velocissimo”

LaPresse

Umberto Veronesi e la sua passione per le moto attraverso le parole del figlio che gli è stato a fianco fino all’ora della sua morte

Umberto Veronesi. Vegetariano convinto. Scienziato. Agnostico. Oncologo. Bocciato due volte al ginnasio. Favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere. Democratico. Contrario alla pena di morte, all’ergastolo e alla sperimentazione medica sugli animali. Padre di 7 figli. Questo potrebbe essere l’identikit di un grande uomo e studioso italiano che ha portato all’Italia riconoscimenti ed onore. Umberto Veronesi non c’è più, si è spento ieri sera nella sua casa di a Milano. Quello che rimane di lui sono però i ricordi. Sopratutto quelli di coloro che gli sono stati vicino e che lo hanno amato oltre il fatto che fosse un grande medico. Il figlio ricorda a tal proposito la passione del padre per le moto e lo racconta a IODonna. Ecco le sue parole:

“Ero bambino, avrò avuto undici anni. Papà amava moltissimo le moto e mi portava con sé spesso. Io stavo in sella dietro di lui, a quei tempi non c’era il casco, filava via velocissimo… ma ricordo la fiducia piena e totale con cui già allora mi abbandonavo a lui, la sensazione di sicurezza che provavo quando era accanto a me. È stato così nei venticinque anni in cui gli ho vissuto vicino come figlio e dopo, nei trent’anni di lavoro fianco a fianco.

Papà ha avuto una bella e lunga vita, se ne è andato senza rimpianti, sapendo di aver fatto tutto quello che doveva e poteva. Ha fatto molto e ha lasciato molto, un’eredità preziosa non solo per noi figli, per i medici, per gli scienziati ma anche e soprattutto per i pazienti. In queste ore sono tantissimi i messaggi che ci arrivano e che ricordano con affetto papà, moltissimi arrivano da persone comuni che lo hanno conosciuto perché sono state curate da lui. È un abbraccio bellissimo, che ci mostra una volta di più come le sue idee e il suo impegno contro i tumori abbiano cambiato la vita di molti, soprattutto delle donne: curarle nel massimo rispetto della loro vita è l’obiettivo che ha sempre guidato papà”.