Domenica 4 Dicembre

LeBron James – Phil Jackson, la parola che non si può dire: la polemica razzista che infiamma l’NBA

LaPresse/Reuters

LeBron James e Phil Jackson sono i protagonisti di un duello a distanza che sta infiammando il mondo del basket NBA: scopriamo il motivo

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LeBron James – Phil Jackson, l’antefatto – Inizio di stagione strano per i New York Knicks con meno del 50% di vittorie, una squadra che si sarebbe dovuta rinforzare con il talento di Rose e Noah ma che stenta ad integrare al meglio gli ex Bulls e gli schemi tattici di Phil Jackson (l’attacco a triangolo) che non riesce a dare i frutti sperati. Forse sarà stato anche per distogliere l’attenzione da tutte queste defezioni che Phil Jackson ha preferito spostare l’attenzione su LeBron James. Da questo tentativo di alleggerire l’attenzione è nato tutto.

Icon SMI/LaPresse

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LeBron James – Phil Jackson, la parola ‘posse’ –  Jackson ha raccontato di quando LeBron James, allora giocatore dei Miami Heat, andasse a Cleveland in trasferta e chiedesse di passare una notte in più nella sua città, commentando così la richiesta: “non si può trattenere un’intera squadra perché lui, sua mamma e la sua posse vogliono trascorrere un giorno in più con i parenti”. Cosa c’è di strano? La parola posse (banda – gang, ndr), di derivazione spagnola, è legata ad ambienti di criminalità ed è usata con accezione negativa legata a persone afroamericane.

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LeBron James – Phil Jackson, la risposta del ‘Re’ – La risposta di LeBron James non ha tardato ad arrivare: “Phil Jackson era alla guida dei Bulls di Michael Jordan, il mio idolo. Sono cresciuto vedendolo allenare e vincere con i Lakers. Ora per lui ho perso tutto il rispetto: zero assoluto. È frustrante sapere che nonostante uno cerchi di farsi la propria carriera dentro e fuori dal campo, l’appellativo per gli afroamericani sia ‘posse’. Se si cerca la definizione della parola ‘posse’, non rispecchia di certo quello che ho cercato di costruire della mia carriera, ne io ne la mia famiglia siamo così. Penso che Jackson l’abbia usato solo perché siamo afroamericani che provano a fare la differenza“. Una polemica che difficilmente si chiuderà qui.