Domenica 4 Dicembre

‘La Ducati è meglio di una donna’, Paolo Pirozzi a Sport Fair: “221 notti in tenda e quella volta in Pakistan prima dell’arresto di Bin Laden…”

Pirozzi alla 'fine del mondo'

L’amore per la Ducati e per l’avventura, il giro del mondo in tenda e tante avventure da raccontare: a tutto Paolo Pirozzi!

Fastestman” il ducatista più veloce del mondo. Ama farsi chiamare così Paolo Pirozzi, anzi ormai è diventato il suo vero e proprio must. La Ducati, del resto, è il suo mondo, la sua vita, il suo tutto. “L’amore per la Ducati è qualcosa di innato, una passione nata con me e presente nel mio dna“.

Pirozzi al confine Mongolia-Cina

Pirozzi al confine Mongolia-Cina

Uno slogan non da poco per chi, in sella alla sua ‘rossa’, ci passa la maggior parte della propria vita, attraversando deserti, città, guerre e montagne. Un amore viscerale che non ha eguali. Casco in testa, tuta addosso e via, verso l’infinito e oltre (Buzz Lightyear ci perdonerà per il copyright). “La prima volta che son salito su una moto è stato a 19 anni” commenta Paolo Pirozzi ai microfoni di Sport Fair. “Non ho mai voluto guidare altre moto e, non essendo cresciuto da benestante, ho dovuto fare molti lavoretti per mettermi da parte un buon tesoretto per comprare la mia prima Ducati. Ho fatto il fioraio, il muratore, ho scaricato le navi al porto e molto altro. Tutto per realizzare il mio sogno“. Obiettivi? Tanti. Avventure? Ancora di più.

Pirozzi sul Nanga Parbat

Pirozzi sul Nanga Parbat

La prima l’ho vissuta due giorni dopo aver preso il patentino, senza soldi e senza nulla ho iniziato a scendere giù verso la Sicilia per ritrovarmi poi al Cairo. Dall’Egitto sono andato dritto fino a Capo Nord per poi andare a Lisbona. Ovviamente, in ogni posto in cui mi fermavo, mi son dato da fare per guadagnarmi da vivere. Non avendo sponsor per garantirmi il pieno di serbatoio e dissetarmi e nutrirmi ho iniziato a lavorare caricando arance sulle navi per esempio”. Fidanzata? Nemmeno a parlarne, a meno che non abbia anche lei il cuore ‘rosso Ducati’: “se dovessi scegliere non avrei dubbi, tutta la vita la mia Ducati. Quante ne ho lasciate perchè volevano che passassi più tempo con loro…“.

Paolo Pirozzi nel deserto del Gobi

Paolo Pirozzi nel deserto del Gobi

Idee chiare e testa sgombra, solo così si possono affrontare avventure come le sue: “una delle esperienze più belle che ho fatto è il giro del mondo del 2010. Più di 100.000 km in dieci mesi, è stato forte perchè ero senza navigatore e in tenda. Ho attraversato tutti i continenti, sono stato 221 notti in tenda dormendo anche a -23 gradi negli Stati Uniti“. L’esperienza più difficile? Ovvio, Paolo racconta anche quella: “son dovuto entrare in Pakistan tre mesi prima della cattura di Bin Laden, nel 2010. Ti lascio immaginare come il periodo non fosse dei migliori per passare in quella Nazione. Dei militari mi fecero spostare con la mia tenda per motivi di sicurezza così trovai un rudere.

PakistanLe stanze venivano fittate a tre dollari e il titolare dava un catenaccio a qualsiasi ospite per chiudersi dentro, visto che non c’erano serrature. Io accettai il catenaccio ma gli dissi che, fidandomi di lui, non avrei chiuso a chiave la porta. Durante la notte, sentii qualcuno entrare ma per la stanchezza non ebbi la forza nemmeno di alzare lo sguardo e reagire. Al mattino poi mi svegliai con accanto a me due dita di latte e un pezzettino di pane. Il motivo? Il titolare aveva apprezzato il mio gesto di fiducia premiandomi con questa colazione servita a letto. Quel gesto mi emozionò non poco“. Dalla Ducati da ‘strada’ a quella ‘da corsa’ il passo è breve, il Mondiale di MotoGp volge al termine e Jorge Lorenzo è pronto a vestirsi di rosso: “di Lorenzo ho fiducia – commenta Paolo – perchè secondo me lui ‘guida come se si trovasse su un binario’, molto pulito. Mi piace e sono convinto che potrà fare qualcosa di importante e interessante per tutta la squadra. Mi fido molto di lui e spero che riesca a centrare tutti gli obiettivi del team“. Adesso, però, è tempo di rimontare in sella alla propria moto e ripartire verso la prossima avventura. Casco in testa e tuta addosso, Paolo Pirozzi scalda i motori. Lui, a riposarsi, non ne vuole proprio sapere!

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