Giovedi 8 Dicembre

F1 – papà Keke tra birre, fortuna e regole: “ecco dov’ero e perchè non sono andato ai box”

Keke Rosberg torna a parlare dopo 6 anni di silenzio: ecco le sensazioni del padre del neo campione del mondo di F1

Grandi emozioni ieri ad Abu Dhabi. Nico Rosberg ha finalmente messo le mani sul titolo Mondiale. Il tedesco della Mercedes si è piazzato al secondo posto alle spalle del suo compagno di squadra Lewis Hamilton, col quale non sono di certo mancate le polemiche. La festa è tutta per Nico e nessuno però vuole rovinargliela.

rosberg nico kekeEmozioni infinite ieri, soprattutto quando papà Keke ha fatto la sorpresa a suo figlio Nico che con grande commozione e felicità lo ha abbracciato. Tutti pensavano che Rosberg senior fosse a casa, invece negli ultimi giorni è stato “a Dubai, in Hotel e parzialmente in una casa di amici nella giornata di ieri“, dove ha bevuto una bella birra mentre guardava la gara, ha spiegato in un’intervista a Motorsport.com

Ho pensato fosse il caso di fare un passo indietro. Non avevo scelta, perché sapevo che se fossi andato in circuito non avrei fatto nulla e non sarebbero state ore di quiete. Quindi ho parlato con Nico e gli ho detto che non sarei andato in pista. Non sarebbe stato utile. Ecco perché non sono andato, ha aggiunto Keke, svelando poi che suo figlio sapeva bene dove si trovasse: “certo, Nico l’ha sempre saputo. Non credo sapesse esattamente dove fossi, ma sapeva che ero a Dubai“.

rosberg nico keke4Papà Keke commenta poi la guida di Verstappen, il pilota più pericoloso nella giornata di ieri per Rosberg: “Max si è girato alla prima curva. Ma forse cominceranno a educarlo, un giorno. Lui è un ragazzo di grande talento, ma ha bisogno di essere orientato. Sta gettando via grandi risultati tutte le volte. E in F.1 i risultati sono tutto“.

Ho tre regole per un pilota quando arriva in F.1, che sono traguardi da raggiungere. Devi vincere la tua prima gara, devi vincere a Monte-Carlo e devi vincere il titolo mondiale. E’ questo che ho sempre detto a Nico. Ora posso mettere una croce anche sull’ultimo punto. Ce l’ha fatta“, ha continuato il papà del neocampione del mondo che poi spiega che la differenza tra lui e suo figlio è che “lui possiede una macchina migliore. Le mie vittorie non contano più. Sono state colte molto tempo fa, avrei potuto diventare un dentista nel frattempo. Per me non contano più, ora l’attenzione è tutta per quanto ha ottenuto Nico in questo momento“.

La vittoria di Rosberg e quanto accaduto in Mercedes in questa stagione secondo Keke potrebbe cambiare qualcosa all’interno del team: “un pilota felice farà certamente meglio di un pilota infelice. Penso che alzerà la posta in gioco per l’anno prossimo come fanno tutti. Jenson lo ha fatto quando ha vinto il campionato. Probabilmente accadrà ancora“.

rosberg nico keke3Nel 2014 avrebbe potuto vincere il Mondiale qui. E’ sempre stato vicino a farlo. Naturalmente gli ultimi tre anni sono stati tosti. Ha avuto una pressione enorme perché si lotta per la vittoria in ogni fine settimana. E si lotta per il campionato ogni anno. I ritiri fanno parte del gioco. E’ la natura di questo sport. Ora le monoposto sono molto affidabili e un ritiro è davvero disastroso. Ai nostri giorni era normale amministrazione“.

Ho pensato che Lewis fosse stato fortunato a vincere il titolo due volte, così perché non essere fortunati per una volta? Se si vuole vincere il Mondiale di F.1 non si può avere un sacco di sfortuna“, ha continuato Keke Rosberg che infine spiega che continuerà a mantenere il suo ruolo “di sostenitore privato. Quello che si dimentica è che non ho concesso interviste per sei anni, dal 1° gennaio 2010. Questa è la prima volta ed è stato difficile evitarle anche oggi…“.