Lunedi 5 Dicembre

US Open, il retroscena di Wawrinka: “le voci nella mia testa, far male a me stesso: così ho battuto Djokovic”

LaPresse/Reuters

Wawrinka ha svelato un retroscena sul suo stato d’animo e le sue emozioni durante la finale US Open contro Novak Djokovic

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Intervista clamorosa rilasciata da Stan Wawrinka al giornale svizzero “Le Matin Dimanche”. Il campione svizzero ha raccontato le sensazioni e le emozoni provato durante la finale degli US Open contro Novak Djokovic. Passare dalle lacrime prima del match, ai nervi saldi dei primi scambi non è stato facile ha ammesso Wawrinka, la paura di crollare psicologicamente era davvero forte.

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“Molte persone mi chiedono come ho fatto a scendere in campo con un’aria spensierata, quando cinque minuti prima ho avuto un attacco di stress e riuscivo a malapena a trattenere le lacrime (ci ho provato, ma non ne sono stato capace). Ero già felice che nessuno si sarebbe accorto dei miei occhi rossi – ha raccontato Stan – Con 23.000 spettatori e le telecamere ovunque, non sarebbe stato facile. Ma dovevo nasconderlo. Devo aver avuto un aspetto orribile, perché, come ho detto in una conferenza stampa, ero vicino a scoppiare, ad arrivare a quel punto in cui tutto quello che provi salta fuori, fisicamente e psicologicamente. Mi sono sentito davvero come se fossi al limite. Forse con il caldo, tutti pensavano che stessi sudando”.

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Wawrinka ha poi spiegato la strana tecnica che ha utilizzato per placare la sua tensione: “come ho fatto? Ho fatto del male a me stesso. Ho cercato di allungare gli scambi il più possibile. Un colpo in più, e poi un altro ancora, per agitare le mie gambe e non la mia testa. Ho lottato fino a quando avevo fiato. Arrivato a quel punto, la mente non è più in grado di pensare. Ogni energia e ogni aspetto della concentrazione è legato soltanto al gioco. Per quel momento e anche per il successivo. Nulla di più”.

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Lo svizzero ha anche raccontato di essere stato vicino a crollare, fisicamente e mentalmente, tanto da dover soffocare delle voci nella sua testa per poter continuare a giocare. Ma devo ammettere che durante il primo set mi sono chiesto spesso se fossi stato in grado di resistere. – ha spiegato Wawrinka -. Quando sono così nervoso, la fatica si sente molto, è molto più forte. E le gambe mi fanno malissimo. Ho anche gridato verso il mio box: ‘non posso farlo. Sono morto, le mie gambe non vanno‘. Sono stato molto male, mi sono spinto al limite. Avevo così poco fiato che ho finito per soffocare quelle piccole voci nella mia testa. Oggi lo dico con un sorriso, però non riesco a immaginare fino a che punto queste voci avrebbero potuto essere incontrollabili. Con la fatica non ero in grado di pensare a nulla e quindi ho iniziato a giocare bene, lasciando andare alcuni colpi, come il mio rovescio e il mio servizio”.