Lunedi 5 Dicembre

Terremoto Norcia, la scherma si stringe intorno alla città: “lì abbiamo preparato le Olimpiadi”

LaPresse/Reuters

Il presidente della Federscherma Scarso e il campione olimpico Daniele Garozzo hanno espresso la propria solidarietà alla città di Norcia, colpita dal terremoto di ieri

Le immagini della Basilica di San Benedetto a Norcia squarciata e distrutta dal violento terremoto che ha colpito il Centro Italia nella mattinata di ieri, hanno sconvolto la scherma italiana. La citta’ di San Benedetto, oltre ad essere “City Partner FIS” è, dal 2010, la “casa” del fioretto italiano ospitando i ritiri della Nazionale azzurra cosi’ come gli allenamenti estivi degli azzurrini e diverse altri eventi agonistici.

LaPresse/Ufficio Stampa Quirinale/Paolo Giandotti

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Siamo sinceramente vicini col cuore a ciascuno dei cittadini di Norcia – dichiara il presidente della Federscherma, Giorgio ScarsoIn questi anni tra la scherma italiana ed il territorio norcino è nato e si è sviluppato un legame forte e solido, che nemmeno un terremoto cosi’ violento puo’ scalfire. Stiamo vivendo con ansia e preoccupazione questi momenti di emergenza e siamo pronti a dare il nostro contributo nelle forme e nei modi che, insieme con le istituzioni del territorio, si prospetteranno. Ciò che è certo – conclude il vertice federale – è che la scherma italiana non abbandonerà Norcia, ma anzi, non appena sarà conclusa la fase emergenziale e ci sarà la possibilità, si tornerà a fare del centro norcino un punto di riferimento non solo per il fioretto azzurro ma per tutto il nostro movimento“.

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Viviamo circa 100 giorni l’anno a Norcia – ha commentato il campione olimpico di fioretto maschile, Daniele Garozzo e quelle strade, quella piazza e quei luoghi sono per noi luoghi familiari dove abbiamo preparato Europei, Mondiali e le Olimpiadi. Ci hanno sempre accolto nel migliore dei modi e ci siamo sentiti a casa. Adesso tocca a noi farci sentire vicini e siamo pronti a fare la nostra parte. Non vedo l’ora di tornare a Norcia per abbracciare i tanti amici che oggi soffrono“. (ITALPRESS).