Domenica 11 Dicembre

Sport di Serie A, B e C: quando a fare la differenza è il denaro

MaxPPP

Esiste un sistema discriminatorio fondato sul denaro secondo cui esistono sport di Serie A, di Serie B e di Serie C

Esistono sport di Serie A, di Serie B e di Serie C. Nello sport il grado culturale ed economico di provenienza conta di più di quanto si possa immaginare. Ci sono sport in cui investono solo un certo tipo di sponsor. Insomma anche in quest’ambito esistono le classi sociali che si distinguono per profitti. Come si può immaginare infatti un golfista ad alti livelli guadagna di più di un pallavolista allo stesso livello. Si potrebbero perciò distinguere tre fasce di reddito in cui inserire le varie specialità sportive. Incominciamo:

  • Sport di Serie A – Negli sport “di prima fascia” potremmo inserire ad esempio specialità come il golf ed il tennis. Sport di nicchia, esclusivi, in cui praticare queste specialità significa anche prendere parte a club privati e riservati. Questi sport si distinguono poi dagli altri perché hanno all’attivo sponsor di lusso. Orologi e marchi d’abbigliamento solo di un certo livello si affiancano a specialità come il tennis e il golf. Proprio per questo Rolex e ad esempio LaCoste si pregiano dei campi di golf e di tennis per le loro campagne pubblicitarie.
  • Sport di Serie B – Il più rappresentativo degli sport di “seconda fascia” è senza dubbio il calcio. Uno sport dai profitti stratosferici, però classificabile come uno sport di massa. I marchi che investono i loro capitali per le pubblicità nel calcio sono infatti sponsor con un tasso di commerciabilità altissimo come Nike, Adidas, Coca Cola ecc. Qui insomma i soldi girano, ma la fruibilità dello sport è molto meno di nicchia ed esclusivista.
  • Sport di Serie C – Gli sport definibili di “terza fascia” invece sono tutti quelli che si possono anche definire come “sport minori”. Sono sport di questo tipo tutte quelle specialità meno conosciute rispetto al calcio in cui gli sponsor che investono risparmiano grandi capitali rispetto a se investissero proprio nel calcio. Sono ad esempio sponsor anch’essi definibili minori, che possono comprendere anche marchi nuovi. Gli sport minori sono praticati di meno rispetto a quelli di seconda fascia non perchè sono (come quelli di prima fascia) di nicchia, ma semplicemente perchè sono pubblicizzati molto di meno o visti (erroneamente) come meno interessanti.