Giovedi 8 Dicembre

MotoGp, terzo pilota cercasi: l’esperimento Honda con Aoyama è clamorosamente fallito

LaPresse/EFE

I pessimi risultati raccolti da Aoyama in sella alla Honda di Pedrosa riaccendono i riflettori sul problema terzo pilota che affligge la MotoGp

Una scelta che non sta pagando, una decisione tanto obbligata quanto controproducente che macchia irrimediabilmente la grande stagione della Honda.

LaPresse/EFE

LaPresse/EFE

Sostituire l’infortunato Dani Pedrosa con Hiroshi Aoyama non si è rivelata una mossa azzeccata per il team giapponese che, escludendo la gara di Phillip Island, ha assistito al tracollo della propria seconda moto, classificatasi a Motegi a un minuto dall’altra. Purtroppo, però, essendo Hayden impegnato in Qatar con il Mondiale di Superbike, la scelta della Honda non poteva essere diversa, così Aoyama sarà al via anche al Gp della Malesia nonostante non sia più, leggendo i risultati, in grado di guidare una MotoGp. Quanto successo in casa Honda può capitare anche ad altri team: se un pilota si fa male, deve essere sostituito per regolamento ma Davide Brivio sottolinea come non sia semplice: “i collaudatori delle Case giapponesi corrono nel campionato nazionale SBK e fanno i test nel tempo libero.

davide brivioIn caso di emergenza, paradossalmente il campionato migliore dal quale attingere un eventuale sostituto sarebbe la Moto2, ma ovviamente non si può. Si può allora pensare alla SBK – continua il team manager Suzuki – sempre che non ci sia una concomitanza come c’è, per esempio, questa domenica con la Malesia e il Qatar: ma anche la SBK può non essere la soluzione giusta. O meglio, lo è se si può scegliere un pilota con esperienza, che abbia già corso in MotoGP, come nel caso di Nicky Hayden. Il quale, infatti, ha fatto una buona figura in Australia. Non esiste un altro campionato dove trovare un pilota in grado di correre in MotoGP: ricordiamo anche che l’eventuale sostituto si trova in sella a una moto sconosciuta il venerdì mattina, ha solo tre turni per imparare prima delle qualifiche. Per la verità è sempre stato così, ma in passato il problema non si poneva, perché non c’era l’obbligo di sostituire un pilota infortunato“.