Martedi 6 Dicembre

MotoGp, a tutto Jarvis: “Rossi e Lorenzo avrebbero dovuto gestire tutto diversamente. Il futuro di Vale?”

LaPresse/Alessandro La Rocca

Lin Jarvis tra liti, lotte in pista e fuori, e desideri per il futuro: il team manager della Yamaha spera di vedere Rossi in moto anche dopo il 2018

E’ andato in scena questa mattina il Gran Premio d’Australia di MotoGp. A trionfare a Phillip Island è stato un eccellente Cal Crutchlow seguito da Valentino Rossi, autore di una strepitosa rimonta, e da Maverick Vinales.

Torna quindi a sorridere Valentino Rossi, che accumula punti preziosi per rimanere ben saldo in seconda posizione e tenere lontano il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo. Una battaglia continua quella tra i due piloti Yamaha, che sicuramente continuerà anche in futuro, quando il maiorchino sarà un pilota Ducati mentre Rossi cercherà di ottenere ottimi risultati nonostante l’avanzare dell’età, che però sembra non farsi sentire.

LaPresse/EFE

LaPresse/EFE

A gestire tutto, o quasi, in casa Yamaha, ci pensa Lin Jarvis, appassionato di moto fin da piccolo, grazie a suo padre: “non bravo abbastanza per fare il pilota, anche se le moto sono la mia vita: la prima da trial a 15 anni, il primo lavoro a 18 presso il distributore inglese Yamaha… Ho girato l’Inghilterra facendo di tutto, ufficio reclami, magazzino, supporto meccanico, reparto corse. Ma erano gli anni di Margaret Thatcher e non mi piaceva la sua politica. La Gran Bretagna mi stava stretta e mi licenziai. Comprai una orrenda Opel usata, volante a sinistra, e via: Francia, Belgio, Svizzera, Italia. Gli Appennini, Roma: in Vaticano parcheggiai la macchina e al ritorno la trovai ripulita di quella che era tutta la mia vita. Il mio battesimo italiano. Tornai a casa, finii in una fattoria, raccoglievo mele e le vendevo ai produttori di sidro“, ha raccontato il team principal della squadra di Iwata in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

jarvisJarvis ha raccontato di aver poi scritto a Yamaha Amsterdam e di aver così iniziato questa carriera, che col passare del tempo lo ha fatto diventare ciò che è adesso, tra sindrome di fatica cronica e tante altre difficoltà.

Il team principal della Yamaha poi racconta gli alti e bassi con Valentino Rossi: “io, Masao Furusawa e Davide Brivio facemmo un gran lavoro. Dopo Biaggi e Checa, il 2003 con Melandri e Barros fu un momento difficile, il solo modo per vincere era avere quel sedere sulla nostra moto: Valentino dominava, non saremmo mai riusciti a batterlo su una Honda, spedimmo Davide a Ibiza e l’operazione riuscì. Poi nel 2010 invece Valentino andava via e ci furono grandi tensioni, Jorge lottava per il primo titolo e Rossi voleva dimostrare di essere ancora lui l’uomo giusto. Però mi ero fatto le ossa con Biaggi, uno estremamente difficile da gestire. Il 2015 si è complicato solo qui: con Vale convinto che la gara fosse stata manipolata e dalla conferenza stampa di Sepang è cambiato tutto“, ha spiegato.

rossi e jarvisAvrei sperato che Valentino non avesse detto niente. Spesso i piloti dovrebbero stare più zitti. Non credo che esprimere sempre la tua opinione sia necessariamente una buona idea, e questo concetto si applica a Valentino come a Jorge. Se Rossi non fosse stato così duro in conferenza a Sepang, sono abbastanza sicuro che non ci sarebbe stata quella reazione enorme di Marquez. È stato il suo errore“, ha continuato Jarvis che ha un’idea ben chiara di come le cose sarebbero dovute andare lo scorso anno: “Vale poteva gestire la cosa in altro modo e forse Sepang e il campionato avrebbero avuto un esito diverso. Ma anche Jorge ci ha messo del suo, sentendosi offeso da Valentino: poteva diventare campione stando zitto, invece la situazione è esplosa. Ma sono piloti. Caldi, emozionali, non puoi controllarli, solo consigliarli“.

LaPresse/Costanza Benvenuti

LaPresse/Costanza Benvenuti

Jarvis poi ammette che spera in un rapporto diverso, il prossimo anno, tra Rossi e Vinales: “spero più semplice. Jorge arrivò da giovane promessa e Vale era il Re. Oggi c’è differenza di età tra Maverick e Valentino, ma so che nel momento in cui Viñales si avvicinerà a Rossi le dinamiche cambieranno“.

Infine un commento, una speranza, un desiderio: Rossi in moto anche dopo il 2018? “A oggi ci credo. Non vede i prossimi due anni come gli ultimi, ma capirà quando il momento sarà arrivato. È un leader, inizia ogni stagione convinto di poter essere campione. E io, da parte mia, non ho dubbi al proposito“, ha concluso Jarvis.