Sabato 10 Dicembre

Mondiali ciclismo: quanto caldo in Qatar, che bisogno c’era di far correre i ciclisti in queste condizioni?

I mondiali di ciclismo in Qatar saranno ricordati più per il problema della disidratazione che per lo spettacolo. Perchè allora farli proprio nel paese degli Emirati Arabi dove le temperature sono eccessive?

LaPresse/REUTERS

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La sede dei Mondiali di ciclismo 2016 non è stata totalmente azzeccata. E’ bella la novità, bello il tracciato, ma gli organizzatori hanno bypassato un grosso problema: la disidratazione dei partecipanti, che in questi primi giorni di gare si sono lamentati per le condizioni in cui sono costretti a pedalare. Filippo Ganna dopo la gara disputata due giorni fa, (“faceva caldo e io lo soffro“) ha sofferto il caldo e ieri Quinziato e Oss hanno disputato una sessione di allenamento in condizioni incredibli: con 43.6 gradi di temperatura. Mentre Jasper Philipsen è stato costretto ad andare in ospedale al termine della sua prova.

Troppo caldo per fare sport, soprattutto per il ciclismo dove la fatica è sempre dietro l’angolo. Anche il Ct Cassani ha fatto una “sgambata” lungo le strade di Doha e dopo aver finito il percorso ha dichiarato: “di un intero frigorifero di borracce consumato, saranno state almeno settanta”, come riportato da La Gazzetta dello Sport. Quindi non proprio un messaggio positivo verso gli organizzatori di questi mondiali di ciclismo e verso gli sponsor.

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Da ricordare anche un altro fatto molto inquietante: la sudafricana Moolman-Pasio al termine della cronometro donne, si è collassata. Domenica ci sarà la prova maschile e il rivale dei ciclisti più temuto è proprio il caldo. In molte squadre si stanno organizzando per usare una quantità immensa di borracce (se dopo una “sgambata”, come raccontato da Cassani, sono state consumate 70 borracce, figuriamoci quante borracce verranno usate dai ciclisti durante la gara).

Bisogna studiare anche il modo migliore per distribuirle — dichiara il dottor Massimo Bensati, come riportato da La Gazzetta dello Sport —, se ci sarà bagarre da subito sarà più complicato. Ci saranno tre tipi di borracce: solo acqua, acqua e sali minerali, acqua e zuccheri. Bibite? Bisogna bere molto ma non troppo, perché anche la super-idratazione è un pericolo. E non si devono assumere liquidi troppo freddi, altrimenti si può incorrere nella sincope da idrocuzione o colpo d’acqua, che tocca a chi per esempio si immerge nell’acqua troppo fredda avendo uno shock termico”.

Se questi sono i rischi, perchè l’organizzazione ha dato il via libera a questi mondiali di ciclismo? Non sarebbe stato più corretto verificare i danni che i ciclisti avrebbero potuto subire? E’ mai possibile che i ciclisti vengono sempre considerati come ultima ruota del carro e usati solo per dare spettacolo? I ciclisti non sono robot che si accendono o si spengono con un telecomando, ma sono ragazzi fatti di carne, ossa e acqua.