Lunedi 5 Dicembre

Il trash talking: lo strano vizio dei campioni di NBA

LaPresse/Reuters

Il trash talking, letteralmente parlare sporco, è una vera e propria tattica di gioco secondo cui un giocatore per sviare, eludere e far sbagliare l’avversario lo insulta proprio come farebbe un vero bullo

Linguaggi scurrili a iosa nello sport. Parolacce, insulti e iperboli cattive come poche. In America però forse più che in altri luoghi si è sviluppata una certa propensione a questo tipo di pratiche che non servono solo a sfogare la rabbia dell’atleta per un rigore sbagliato, ad esempio, ma mirano proprio ad insultare l’avversario per indurlo a sbagliare e a scoraggiarlo. Questa pratica è detta trash talking e comprende prese in giro e parole pesanti riferite alle qualità fisiche e intellettuali dell’avversari. Portato all’estremo questo fenomeno potrebbe rappresentare una vera e propria violenza psicologica.

LeBron e GarnettQuesto tipo di atteggiamento non è un caso che si ritrovi soprattutto in grandi campioni. Tra questi molti si annoverano tra i giocatori di pallacanestro più talentuosi di sempre e che militano in NBA. Uno dei più famosi trash talker del mondo è senza dubbio LeBron James, seguito senza dubbio da Kevin Garnett (che chiamò Charlie Villanueva “paziente malato di Cancro”) e da Kobe Bryant. Altri insultatori seriali potrebbero essere Dennis Rodman, che amava offendere le famiglie degli avversari e insinuare dubbi sulle loro capacità sessuali. Il trash talking ai tiri liberi poi si spreca. Un giocatore di basket che amava fare ciò è stato Danny Ainge. Con lui sotto canestro era davvero difficile fare punto.

Per capire quanto il trash talking sia diffuso, si deve dire che in NBA esso è stato regolamentato e che è punibile con un fallo tecnico dagli arbitri. Altro dato che fa intendere l’estensione del fenomeno è il fatto che Fox Sport si sia presa la briga di stilare una classifica che raggruppa i primi 10 trash-talker della storia NBA. Eccola:

  1. Larry Bird
  2. Michael Jordan
  3. Reggie Miller
  4. Gary Payton
  5. Kevin Garnett
  6. Shaquille O’Neal
  7. Charles Barkley
  8. Phil Jackson
  9. Rasheed Wallace
  10. Nate Robinson

Insomma in America questa è una vera e propria “tecnica di gioco” consentita anche se punibile e giudicabile. Oltre che in NBA infatti il trash talking è presente in NFL e nelle gare di lotta o pugilato. Tra i pugili campioni e trash talker come non annoverare il grande Muhammad Ali che fece di questa pratica una vera e propria tattica per vincere.